FRANK GET BAND “False Flag”

TM Production. CD, 2020

di alessandro nobis

Ascoltando la musica che esce da questo notevole “False Flag” intriso di rock americano e di blues elettrico ti viene da pensare ai panorami dei sobborghi di Atlanta, delle highways che attraversano l’immensa piana del Mississippi o alle città texane circondate dal deserto. Nulla di tutto questo, Frank Get e la sua band fanno propri i suoni più viscerali del nordamerica per raccontarci, in lingua inglese, della storia e della gente della sua terra, la bellissima Trieste con i suoi confini, quello “di terra” e quello “di mare”, da sempre terra di contrasti anche forti, di incontri e di una cultura cosmopolita che non sempre è stata valorizzata pienamente, una terra da sempre contesa per la sua posizione strategica. Comunque, ribadisco, bellissima.

C’è il rock di impronta sudista di “Tramway’s Tales”, la storia del vecchio tram di Villa Opicina che arranca sui binari combattendo strenuamente con la bora triestina (“Ora sei di nuovo fuori servizio / solo per le stranezze delle leggi / e noi abbiamo pagato il riscatto / e ci dicono che così tornerai in servizio”), ci sono “Freedom Republic” (“Dopo trentacinque giorni gloriosi / il nostro sogno è volato via / eravamo pochi e male armati / ma la nostra resistenza fu così fiera”) convincente ballata acustica che racconta la rivolta del 1921 del popolo del quartiere multiculturale di San Giacomo, uno degli highlights di questo lavoro la storia di Anton Dreher inventore della birra “Lager” ed il robusto rock blues di “What’s the Patriot”, storia del nonno di Frank Get combattente con l’esercito austroungarico nella Grande Guerra e che si domanda l’utilità della guerra – domanda universale e perennemente senza risposta – (“Vorremmo vivere in un mondo migliore / siamo finiti in Nord Europa / a combattere un nemico che non abbiamo mai conosciuto”).

Frank Get (voce e plettri )assieme a Marco Mattietti e (batteria), Tea Tidic (basso e voce) sono un trio tosto e con le idee chiare, un chiaro progetto la cui origine risale a qualche decennio fa, quattro per essere esatti, e che mi auguro possa proseguire a lungo per la sua originalità e schiettezza musicale. Per come la vedo io, però, sarebbe stato bello, stampare nel libretto allegato al CD anche la traduzione in italiano dei testi, ne sarebbe davvero valsa la pena.

Comunque, a scanso di equivoci, un gran bel lavoro. Go on, Frank.