SUONI RIEMERSI: EDDIE & FINBAR FUREY “The Farewell Album”

INTERCORD RECORDS, 2 LP. 1976

di alessandro nobis

Questo doppio ellepì pubblicato dalla tedesca Intercord nel 1976 raccoglie le ultime preziose testimonianze sonore del duo formato da Finbar (Uillenann pipes, voce, chitarra e flauti) ed Eddie Furey (voce, chitarra, mandola e bodhran) con il supporto di Hannes Wader alla voce e chitarra; un disco live ed uno in studio per una delle formazioni che assieme ad altre influenzarono negli anni a seguire il movimento del folk revival irlandese, al di là dell’enorme talento di Finbar come suonatore di uilleann pipes (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/08/suoni-riemersi-finbar-furey-traditional-irish-pipe-music/). Il disco registrato dal vivo fu registrato nel giugno appunto del ’76 al Folk Club di Witten, dodici brani della tradizione irlandese vicino a folksongs del repertorio folk e di autori inglesi: “Lord Gregory” (“The Lass of Roch Royal” Roud 49 e Child 76) è uno degli standards del folk angloscotoirlandese, “From Clare to Here”. Scritta da Ralph McTell, è una canto legato ai sentimenti di un emigrato irlandese a Londra e “Still he Sings” del grande Allan Taylor racconta l’emozione per la nascita del primo figlio, un inno alla vita. Anche il pregevolissimo disco in studio registrato a Neukirchen contiene alcune preziose gemme e si apre con le pipes di Finbar Furey che accompagnano “Pretty Saro” (Roud 417), ballata di emigrazione anglosassone “ritrovata” nei Monti Appalachi da Ceci Sharp; “The Grave of Wolfetone” (la tomba di trova nella Contea di Kildare, a Sallins, è un canto dedicato a Wolfe Tone,  leader della rivolta anti-inglese del 1978 nella quale protestanti e cattolici si ritrovarono fianco a fianco nei combattimenti e tra gli strumentali particolarmente efficaci mi sono sembrati “Carsten’jig” (composto da Finbar e dedicato a Carsten Linde, produttore del disco) e “Graham’s Flat”, un’altra composizione del piper di Ballifermot.

Un doppio ellepì, prodotto in Germania, che fotografa la passione e l’amore verso la musica irlandese che nell’Europa continentale trovò il suo apice in quegli anni, e che ancora continua.