CABEKI “Da qui i grattacieli erano meravigliosi”

LADY BLUNT RECORDS. LP, 2020

di Alessandro Nobis

Chitarrista, sperimentatore, inventore e compositore, Cabeki ha pubblicato qualche mese or sono questo suo quarto ellepì nella sua discografia solista iniziata una decina di anni fa; un disco che un ascolto attento può far rilevare le diverse influenze che hanno giocato un importante ruolo nella sua formazione di musicista, impegnato anche come collaboratore in progetti altrui, e soprattutto la sua capacità di costruire un progetto e di creare un universo sonoro significativo, interessante, originale e soprattutto in grado di essere proposto nelle performance live. Anche se la sua musica non può essere definita “ambient” tout-court il processo realizzativo a mio avviso può essere complanare a questa in modo particolare alla costruzione su vari strati musicali che vengono individuati dal sapiente utilizzo sia dell’elettronica che dei suoni acustici prodotti dalle sue chitarre. L’obiettivo è quello di creare una musica descrittiva di paesaggi immaginari e nel caso di questo lavoro futuribili visto che essa porta in un futuro non troppo lontano nel quale le strutture architettoniche d’acciaio si staglieranno nelle sky-lines urbane a testimonianza di un’era – forse – passata.

In “Steli di Cristallo” trovate frammenti dello stile chitarristico di John Fahey, musicista che sempre più appare fondamentale nella formazione di musicisti al di fuori della cerchia del puro fingerpicking -, in “Al futuro” la sperimentazione di nuovi suoni – e qui mi torna in mente il lavoro di Hans Reichel con il suo daxofono e di Paolo Angeli – combinata con il mondo della chitarra classica proposta con una esecuzione dal sapore “decadente”, e nel brano eponimo caratterizzato da un delicato quanto appropriato uso della ritmica elettronica e da una melodia evocativa che evoca paesaggi post “Blade Runner”.

Sensazioni positive e richiami sonori dovuti a cinquanta anni di ascolti nei quali ho attraversato molteplici stili, epoche, storie musicali e vite di musicisti ed il fatto che Cabeki consapevolmente o no abbia riacceso alcuni flash nella mia memoria è un fatto assolutamente positivo visto che questi fanno parte di un lavoro del tutto convincente e ripeto originale in un momento storico dove il conformismo musicale e l’autoreferenzialità pare siano i diktat imperanti.

Complimenti ad Andrea Faccioli, a.k.a. Cabeki, la strada è quella giusta.

Contatti
Francesca Serotti: francesca@ladyblunt.com

Label:

www.ladyblunt.com

info@ladyblunt.com

Cabeki: Bandcamp |Instagram | Facebook

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