GÈNOT – SARTORIS  “Totentanz – Evocazioni Lisztiane”

Dodicilune Records. CD, 2020

di alessandro nobis

Un pianista classico ed uno “Third Stream” si siedono davanti alla tastiera dello stesso pianoforte e “giocano” partendo da una delle meno conosciute ed eseguite composizioni di uno dei maggiori esponenti della corrente romantica, ovvero il magiaro Liszt Ferenc, autore, assoluto virtuoso concertista, direttore d’orchestra, divulgatore ed esecutore delle musiche di Schubert, Beethoven e, mi piace sottolinearlo, improvvisatore a cui piaceva durante i concerti che tenne ovunque in Europa “divagare” sulle sue e sulle musiche di autori “altri”.

Massimiliano Gènot ed Emanuele Sartoris sono i due pianisti e con questo magnifico lavoro – che senz’altro sarebbe stato gradito da Listz – dimostrano come la musica “romantica” ma in generale quella classica al di là delle esecuzioni fedeli alle partiture originali possa offrire infiniti spunti ispirativi ed esecutivi. Tutto parte dall’analisi di “Totentanz”, scritto per pianoforte ed orchestra e qui proposto per pianoforte a quattro mani ed inserito nel bel mezzo di questo lavoro e, a parte la composizione originale di Gènot (“Prologo in Cielo”) che apre il disco, le altre tracce sono rielaborazioni, creazioni, giochi (“Toten – Rag“), improvvisazioni dove come da DNA dei due esecutori si incontrano felicemente la musica classica romantica ed il jazz (“Follie dal Nuovo Mondo” o “Il Trionfo della Morte” per fare due citazioni); non è facile incontrare un pianista con la preparazione accademica di Gènot con la predisposizione ad “aprire” la mente ed entrare nel mondo di Sartoris che dal canto suo aveva già registrato Liszt in “I Nuovi Studi” con il Primo Preludio degli studi Trascendentali (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/14/emanuele-sartoris-i-nuovi-studi/). Incontri così riusciti sono rari – molto rari – perché spesso l’autoreferenzialità di uno o di entrambi gli esecutori impedisce un approccio sereno ed anche perché in due alla tastiera a mio avviso si sta “un po’ stretti” e diventa d’obbligo cedere qualcosa della propria personalità in favore dell’altro. Non è questo il caso certamente, qui la musica scorre impetuosa e durante l’ascolto è un divertimento raro indovinare i tocchi dei due pianisti.

Un’autentica gemma.

massimilianogento.com

emenuelesartoris.com

www.dodicilune.it

 

 

 

 

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