DA REMOTO: CRISPINO PIGHI ZORZI

“Spontaneous Music for Trio” 2020

di alessandro nobis

Un altro caso di recensione “remota”.

Succede durante la pandemia che in una giornata del mese di giugno in una località sconosciuta, oserei direi quasi segreta, tre musicisti a distanza di sicurezza si incontrino per creare dal nulla della musica; il chitarrista “mastro improvvisatore” Roberto Zorzi, il contrabbassista Luca Crispino (che aveva già sperimentato la magìa dell’improvvisazione con Teo Ederle (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/04/30/dalla-piccionaia-drobro-concerto-al-modus-verona-6-febbraio-2019/)ed il batterista Luca Pighi, con Crispino nei Terreni Kappa, e del quale ignoravo totalmente il suo interesse verso la musica spontanea. Una quarantina di minuti suddivisi in due set – quasi da farne un ellepì – durante i quali la musica nasce, si sviluppa e finisce evidenziando un’ottima intesa tra i musicisti che dialogano, si guardano, intervengono e come sempre accade nelle migliori performance di questo tipo, sono sempre pronti a lasciare lo spazio agli altri quando se ne intravede l’occasione.

A guardare le immagini esclusive sembra che Luca Pighi sia quello che si diverta di più ad accompagnare e soprattutto a proporsi ed a interloquire con Zorzi  e Crispino in un genere che penso di poter dire frequenti poco, evidentemente comprendendo subito lo spirito con il quale si debba affrontare la musica “spontanea” e la sua costruzione collettiva e partecipando sempre in modo attivo all’impresa. Dal canto loro Zorzi (è lui che da il “LA” iniziale in entrambi set) e Crispino mettono tutta la loro esperienza passando da momenti che definirei da “ballad spontanea” ad altri più intensi riferibili in particolare sì a certo free rock inglese ma anche a quello californiano, a certi Henry Cow ed alla musica di quel genio di Henry Kaiser, e non a caso quest’ultimo assieme a Fred Frith vengono sempre citati da Roberto Zorzi come fonti di ispirazione. Insomma, un triangolo equilatero con al centro la free music, per dare un’immagine di quanto è successo in quella stanza.

Una performance che sa mantenere alta l’attenzione e la qualità e che forse l’assenza del pubblico ha contribuito al suo processo creativo. Ci sarebbe da farne un disco, come dicevo ……. Stiamo a vedere e soprattutto a sentire.

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