SUONI RIEMERSI: “The Drones and the Chanters. Irish Pipering Volume 2”

Claddagh Records. LP, CD. 1994

di alessandro nobis

A più di vent’anni di distanza dal primo (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/05/26/suoni-riemersi-the-drones-and-the-chanters-irish-pipering-vol-1/) nel 1994 la benemerita Claddagh Records pubblicò il secondo volume di “The Drones and the Chanters: Irish Pipering”, stavolta con i contributi di Robbie Hannan, Gay McKeon, Joseph McLaughlin, Sean Potts, Liam O’Flynn, Michael O’Brian e Ronan Browne ovvero il meglio del panorama dei pipers dell’epoca, anche se manca a mio avviso il grande Paddy Keenan.

Molti conoscono alcuni dei pipers sopra citati per i loro set acustici o per essere stati membri di gruppi, altri sono meno conosciuti dagli appassionati soprattutto non irlandesi, come chi scrive: mi riferisco in particolare a Joseph McLaughlin, Michael O’Brian e Sean Potts.

Il primo è originario della città di Derry ed ai tempi di questa registrazione lavorava come dentista. Il suo stile è influenzato dalla musica per violino e con Robbie Hannan ha avuto il grande merito di far conoscere la musica per violino del Donegal – uno stile molto caratteristico e facilmente distinguibile dagli altri – ai suonatori di uilleann pipes. Tre i brani qui presenti tra i quali il famoso “The Lark In the morning” (interpretato anche da Hamish Moore e dai Boys of the Lough), pubblicato nel 1804 in una collezione in Scozia da O’Farrell mentre il mitico O’Neill ne pubblicò ben sei versioni a testimoniare la diffusione di questo bellissimo jig.

Michael O’Brian è un insegnante dublinese che a nove anni iniziò a suonare le pipes. Si fece la sua esperienze venendo in contatto con i pipers che suonavano in Thomas Street, al “Piper’s Club” e per quel che ne so le tre tracce presenti qui sono le uniche testimonianze del suo stile raffinato e caratterizzato da un senso del ritmo fuori del comune. Tra loro importante è il set di tre jig (“An Rògaire Dubh” / Na Ceannabhàin Bhàna / Pàidin O’ Raofeartheigh”) perché sono trascrizioni leggermente modificate per esaltare il suono delle pipes dal repertorio del cantante del Connemara Pàdraig O’Ceannabhàin.

Ed un altro musicista influenzato dagli stili di Seamus Ennis e Willie Clancy è Ronan Browne oltre che dai genitori. La struggente slow air “Port na bPucai” è originaria delle isola Blasket nel Kerry; la leggenda narra che descriva il triste lamento per la morte di una fata, ma un’altra interpretazione più reale sostiene che la melodia si riferisca ad una comunicazione sonora tra due balene sentito dai pescatori ed amplificato dallo scafo delle imbarcazioni.

Disco molto importante per il suo valore antologico e per il repertorio.