I CANTASTORIE E L’INONDAZIONE DEL 1882 A VERONA

di alessandro nobis

Cantastorie: s.m. e f., indecl.. Divulgatore girovago di storie in versi, talvolta da lui stesso composte, a soggetto generalmente drammatico o passionale, ancor oggi visibile in occasione di feste paesane. (G. Devoto – G. C. Oli)

A - 1 - 52Dopo giornate di grande allarme durante le quali il livello dell’acqua si alzava sempre più, il 14 settembre del 1882 l’Adige ruppe definitivamente gli argini a Verona causando la più disastrosa delle piene che la città abbia subito nei suoi duemila anni di storia. I molini lungo il fiume vennero spazzati via dalla furia delle acque, a Portoni Borsari le barche di soccorso non riuscivano nemmeno a passare sotto gli archi della porta romana, fu un avvenimento che ancora viene ricordato dalle numerose pietre incise con la linea del livello dell’acqua ed inserite nel centro storico nelle mura dei palazzi e che venne documentato da numerose quanto preziose fotografie ma che venne descritto con qualche giustificabile ritardo dal quotidiano Arena a causa dell’inopinato allagamento delle tipografie dove veniva stampato.

Una ventina di anni più tardi, nel 1902, apparve nei mercati rionali, nelle fiere o semplicemente nelle piazze un volantino, un “foglio volante” venduto verosimilmente da qualche cantastorie che aveva in repertorio il racconto in rima di quel disastro ed in particolare del gesto eroico di un militare che si gettò nelle acque tumultuose per salvare un bambino dall’annegamento; possiamo pensare che il foglio volante che ho avuto la fortuna di leggere, datato appunto 1902, sia una ristampa di uno stampato poco dopo l’alluvione, ma questa è una mia semplice ipotesi.

Roberto Leydi e Paolo Vinati ci spiegano che cosa sono i “Fogli Volanti”(1): “I fogli volanti con storie e canzoni hanno accompagnato l’opera dei cantastorie fin dal XV° secolo, ma hanno anche agito autonomamente come veri e prodotti messi sul mercato entro il sistema della produzione commerciale e della comunicazione di massa. Questi prodotti hanno seguito lo sviluppo dei mezzi comunicativi dal ‘500 ad oggi: prima e per lungo tempo la stampa, poi il disco e l’audiocassetta (e poi il CD e il digitale)”.

I cantastorie giravano per lo più da soli, molti accompagnavano la narrazione con uno strumento musicale oppure giravano in coppia, qualcun altro per illustrare le sue narrazioni si accompagnava con delle vignette stampate sulla tela; resta il fatto che purtroppo la maggior parte di questi fogli volanti erano sprovvisti di melodie scritte, la cultura orale non prevedeva lettura di notazioni musicali anche se nella metà del XIX° secolo le raccolte, talora poderose, di canti popolari erano fortunatamente frequenti regalando ai posteri, cioè noi, importantissimi squarci dei vari aspetti della vita quotidiana.

Purtroppo il foglio volante di cui qui sotto trovate la trascrizione, è l’unico dell’importante collezione di Roberto Leydi che presenta una piegatura che nasconde alcune parole. Inoltre la lingua sembra non essere il dialetto veronese almeno in alcune sue parti quindi è probabile che l’autore non fosse proprio di Verona e dintorni.

STORIA DELLA TERRIBILE INONDAZIONE DI VERONA

Gh’era in Verona del vottantadù

Si che le successo öna grand’inondaziù;

Fina nei vicoli l’acqua l’era corriente

Chegnaanche colle barche se podeva andarghe arente

Ch’era un povero padre, padre del bambino;

Sigava poverino nissun lo po’ salva.

Un militar l’ha visto, nel’acqiua ‘l ‘se slancià:

Bambino l’ha salvato e ‘l padre ‘l sa negà

Gesù Maria Santissima abbiate di noi pietà

…………….. tutti inondà

E fine nel’Ammerica söl pölpet a predicà

Fega l’elemosina ai poveri inondà.

Li. 15 febbraio 1902

N.B. – Il ricavato della vendita sarà versato in beneficenza.

(1) – R. LEYDI e P. VINATI: Tanti fatti succedono al Mondo. Fogli volanti nell’Italia Settentrionale dell’Otto e Novecento. GRAFO Ed.ni 2001, Brescia, Con Cd Rom.