APARTICLE  “The Glamour Action”

UR Records. CD, 2020

di alessandro nobis

Questo è la seconda incisione del quartetto Aparticle. Dopo il convincente “Bulbs” del 2018 (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/01/25/aparticle-bulbs/), ecco un nuovo lavoro che conferma quanto di buono si era ascoltato in quello d’esordio: innanzitutto la coesione sonora del quartetto, e questo a mio avviso è riscontrabile ascoltando innanzitutto i due brani che nascono da una improvvisazione collettiva come “First Action” e “Second Action” che partono entrambi da uno spunto del clarinetto basso e della batteria; a mio avviso se dall’esperienza dell’improvvisazione non idiomatica scaturisce un profondo dialogo ed un apporto individuale che contribuisca alla crescita della stessa, ecco che di conseguenza anche nell’esecuzione di brani con “tema” scritti o concordato emergono queste caratteristiche, ed è quello che si nota ascoltando la musica di “Aparticle”.

Giulio Stermieri (piano elettrico), Cristiano Arcelli (ance), Michele Bonifati (chitarra) ed Ermanno Baron (batteria) confezionano quindi un lavoro davvero interessante, creativo, lontano dalla riproposizione di standard che si presenta come un invidiabile equilibro esecutivo che lascia solo immaginare l’aspetto “Live” di Aparticle.

Quoto l’iniziale “Seedsmen” con bei soli di Rhodes e chitarra e con l’incalzante apporto del basso (chitarra), la lunga “Our Warning System” che si sviluppa partendo dall’introduzione dal talentuoso Bonifati che duetta con Baron e con espressivo lungo solo di chitarra nel quale si inserisce il sax tenore che esegue a sua volta un assolo e per concludere “It is Necessarily So” che, a mio avviso quantomeno nel titolo, fa riferimento all’immortale quasi omonimo brano del songbook gershwiniano. Ma forse mi sbaglio.

Un gran bel disco, speriamo che la situazione dei concerti riparta chè di jazz come quello di questo quartetto ce n’è davvero bisogno.