ANTONIO COLANGELO  “Tabaco y Azucar”

ANTONIO COLANGELO  “Tabaco y Azucar”

ANTONIO COLANGELO  “Tabaco y Azucar”

DODICILUNE Records. CD, Ed431 2020

di alessandro nobis

Chitarrista e compositore materano letteralmente folgorato dalla musica brasiliana durante una sua permanenza in sudamerica tanto da trasferirsivi definitivamente nel 2007, con questo suo esordio discografico per la Dodicilune presenta un progetto con il quale crea un’ibridizzazione di linguaggi musicali diversi, una musica cosmopolita che vuole legare le culture europea e brasiliana. Lo fa in modo brillante, con un quartetto del quale fanno parte anche Vincenzo Maurogiovanni al basso, Mirko Maria Matera alle tastiere e Pierluigi Villani alla batteria al quale si aggiungono diversi ospiti nelle nove tracce che compongono questo “Tabaco y Azùcar”. Certo non ci sono solamente le due culture citate sopra, c’è anche il linguaggio della musica afroamericana, quello del jazz elettrificato ed acustico che qui permea tutto dando un equilibrio sonoro a questo disco molto gradevole, brioso con arrangiamenti che mettono in risalto non solo il valore degli spartiti ed il gusto di Colangelo alla chitarra – mai sopra le righe e sempre misurato – ma anche il rispetto delle “proporzioni” che fa la differenza tra “il solista ed i suoi collaboratori” ed un ensemble.

L’etereo “Canto di Partenope” per chitarra ed elettronica introduce “Cairo Metropolitano” che ricorda i ritmi e le melodie di certa musica mediterranea con un cantabile solo di chitarra che dialoga amabilmente con le tastiere e un bel calibrato solo di basso e la seguente “Tequila for $5” con un bel riff di basso che conduce la danza – anche qui un significativo lungo solo di Colangelo al quale fa seguito un altrettanto assolo di Mirko Maria Matera – sono i brani che più hanno attirato la mia attenzione assieme alla lunga ballad “Napulengre”, quasi un biglietto da visita di questo quartetto. Poi, dopo un attento ascolto, ognuno troverà qui i “segni” della storia del jazz elettrico che negli ultimi cinquanta anni ha seminato ovunque suoni e stili, anche se, devo dire, non sempre questi semi hanno dato frutti degni di nota. Questo non è il caso di “Tabaco y Azucar”, sia chiaro.

http://www.dodicilune.it