TERREMOTO 1891 (quindicesima parte)  ARENA, 12 – 13 GIUGNO 1891

DALL’OSSERVATORIO

Verona, 12 giugno, ore 11 ant.

Nel corso della giornata di ieri traccie di leggere ondulazioni: scossa sensibli alle ore 4.48 pom. marcata da tutti gli istrumenti, nella direzione Nord – Nord – Est dalla quall’ora sino alle ore 9.16 pom., ondulazione continua quasi da formare una linea sulla carta sel sismografo.

Nella notte e nella mattina continua ma più debole: lle ore 9.46 ant. forte scossa ondulatoria in direzione Est – Ovest.

Ora il movimento continua poco interrotto.

Per il Prof. Agostino cav. Goiran

L’assistenteBATTOCCHI

 

—-

VENIAMO IN SOCCORSO

DI TREGNAGO E BADIA

e Comuni finittimi

E’ inutile ormai ogni fervorino per incitare il pubblico a venire in soccorso dei colpiti dal terremoto del sette.

I paesi di Badia Calavena e di Tregnago, di Selva, di Vestena, ecc., si possono dire per tre quarti distrutti: la popolazione attende l’obolo dei generosi.

Lista di ieri L. 953.
Offerte d’oggi:
Pietro Luigi Noris 1.
Catterina Noris 1.
Umberto Noris 1.
Ubaldino Noris 1.
Coniugi Spezia – Aldighieri 20.
Eredi fu Giovanni Bragantini 10.
Pietro Sgulmero 3.
Ditta Federico Pesaro 10.
Trevisani Vittorio 5.
Augusta Menga – Albertini 40.
Carolina Calabi 50.
Carlo Beltrame 10.
Marchese Clavarino Filippo, ingegnere 20.
Contessa Giulia Pellegrini dopo lunga e penosa malattia per la recuperata saluta invia in 2° offerta per i danneggiati del terremoto altre 25.
Dr. Augusto Provolo 10.
Cav. Emanuele Cuzzeri 5.
Clelia ed Attilia Errani (da Russi) 1,50
Gedeone Bissoli, pizzicagnolo 3.
Giovanni Giarneri 7.
Devenuto comm. Eugenio 20.
Co, Francesco Balladoro 50.
Alessandro Marangoni e C. 3.
Chiarotto Cavattoni e C. 30.
Emilio Monti 20.
Ditta Francesco Zeiner 30.
Antonia Borgia – Castagna 25.
Zini dottor Domenico 5.
Pietro Silvestri 10.
Tentori Egidio 5.
Botticella Giuseppe agente delle Tasse ad Isola della Scala 7.
Obicini Alfredo aiuto agente 3.
Achille Cavadini 10.
Giulio Forti 5.
N. N. 10.
Conte Pietro Bevilacqua 25.
Ugo D’Alessi 5.
Uscieri del Tribunale 6.
Totale L. 1454,50

 

***

La Camera di Commercio ha deliberato di concorrere con L. 300 a soccorrere i danneggiati dal terremoto, somma che verserà a quel Comitato Provinciale che sarà per costituirsi in Verona.

 

***

I terremoti nel veronese

SPIGOLATURE STORICHE

Il recente fenomeno tellurico che ha sorpreso Verona e la parte Nord – Est della provincia, né ancora accenna a cessare completamente, ci suggerisce un po’ di ricerca storica sui terremoti che nei secoli trascorsi afflissero questa vetusta città ed i luoghi circostanti.

Tacendo dei fenomeni sismici verificatesi negli anni 243, 369 e 793 dell’Era volgare sui quali mancano particolari attendibili, prendiamo senz’altro le mosse dal disastroso terremoto dell’anno 894 durante il dominio di Berengario I.

La storia di Lodovico Moscardo Patrizio veronese del secolo XVII registra appunto che nell’anno 804 (settimo di Berengario) «seguì grandissimo terremoto, che fece molti danni nella città e particolarmente rovinò gran parte del Teatro (al di là del ponte della Pietra verso le regaste del Redentore) con la morte di molti e cadde gran parte della prima cinta dell’Anfiteatro (Arena). Berengario sorse, a richiesta di Adeleardo Vescovo, e decretò che ciascheduno potesse gettare a terra fino dai fondamenti quella parte di teatro che minacciava rovina, come si legge nella sua determinazione».

E’ probabile che non molti cittadini abbiano approfittato di questa singolare liberalità del principe Longobardo, se si eccettuano gli abitanti coerenti o più prossimi allo splendido edifcio posto in luce e illustrato dal Monga, scampati al grave pericolo.

Comunque è certo che buona parte del Teatro romano venne allora, un po’ per effetto del terremoto e un po’ per ragioni di sicurezza, rovinato e demolito e chi ne visita anche oggi con attenzione i resti vi scorge senza difficoltà gli effetti terribili di uno scuotimento del suolo che rimonta alla bellezza di mille anni circa.

Specialmente in un corridoio di sfogo nella parte già un tempo mediana del Teatro si vede ammassata una quantità di materiali ormai anneriti dal tempo e sopra di esse la massa quasi completa di un palco patrizio, in pietra come si usava all’epoca romana col nome inciso della famiglia cui apparteneva.

Tottochè dimezzate, interrotte, guaste, sovrapposte le rovine del teatro meritano una visita e rimangono là a far testimonianza dei grandiosi concepimenti artistici dei romani ed anche della orribile potenza dinamica del terremoto dell’anno 894 che segnò una data ben calamitosa nella storia di Verona.

***

Il successivo terremoto, di cui troviamo memoria nella cronaca del Moscardo accadde nel 1117. E anche questo fece grandissimi danni rovinando particolarmente il recinto dell’Anfiteatro (Arena) detto Ala.

Lo storico nota che nella medesima contingenza bruciò una gran parte del Palazzo della Ragione.

Del terremoto accaduto l’anno 1183, famoso per la storia per la pace conclusa a Costanza fra i rappresentanti le città della Lega e l’imperatore Federico Barbarossa, essendo podestà di Verona il conte Santo Sambonifacio, il Moscardo non fa parola.

Nel 1223 essendo podestà Rizzardo conte di Redondesco «nel giorno di Natale, nell’ora di terza seguì grande e spaventevole terremoto, il quale fece grandissimi danni con la rovina di moltissime case nella città e nel contado, e nella Valpolicella ruinò l’antico castello di Marano, già da Carlo Mario (?) fabbricato».

«L’anno 1348 il vigesimo quinto giorno di gennaio fu così estremo terremoto nella Lombardia che in Verona gettò a terra sette case».

«L’anno 1367 furono due terribili terremoti, per li quali precipitarono molte case, con la morte di alquante persone».

Nell’anno 1457 seguirono «così terribili terremoti che caderono per quasi tutta l’Italia edifizi e particolarmente un monte sopra Salò, discosto dal lago di Garda, s’abbassò nascondendosi gran arte nella terra».

Nel mese di gennaio del 1487 «si sentì grandissimo terremoto che ruinò e atterrò molte case nella città»-

Nell’anno 1491 sotto il reggimento di Marcantonio Morosini, «si sentì uno spaventevole terremoto, per il quale oltre la rovina di molte case, perirono in Verona molte persone».

Nell’anno 1505 «per alquanti giorni si sentirono terremoti; perciò in Verona non fecero danni di considerazione. Patì assai Bologna ove caderono molte case ed edifici».

«Il decimo quinto giorno di Gennaio dell’anno 1511 fu in Verona e territorio vento sì impetuoso che spiantò la maggior parte degli alberi e in Gardesana gran parte degli olivi».

In Verona cederono la maggior parte dei camini e a S. Leonardo gettò (sic) a terra tutto il dormitorio dei detti Padri (di S. Leonardo) e in altri luoghi causò infiniti danni.

***

Seguirono altri terremoti il 17 di febbraio dell’anno 1695 e nell’epoca nostra tutti ricordano i movimenti tellurici del 19 dicembre 1869, 27 maggio 1870, 23 settembre 1871, 29 giugno 1873, che tanto devastò il Bellunese, 19 dicembre 1885, 23 febbraio 1887 fatalissimo per la Liguria e finalmente quello del 7 giugno, non ancora finito a quanto pare.

 

QUI LA PRECEDENTE QUATTORDICESIMA PUNTATA: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2020/03/11/terremoto-1891-quattordicesima-parte-arena-12-13-giugno-1891/