SUONI RIEMERSI: KEANE · FAULKNER · CURRAN  “Farewell to Éirinn”

Music and Songs of Emigration from Ireland to America

Mulligan Records. LP, 1980

di alessandro nobis

Dolores Keane, cantante di Galway e co-fondatrice dei De Danann,  John Faulkner (autore, cantante e chitarrista) ed il piper Eamonn Curran, in una pausa del progetto Reel Union (ensemble con base a Londra e nel quale tra gli altri militò anche Peadar Mercier) entrano nell’estate del 1980 in sala di registrazione realizzando questo importante lavoro avente come tematica l’emigrazione irlandese verso il Nuovo Continente con rispetto, competenza, delicatezza e consentitemi di straordinaria bellezza: “Farewell to Éirinn” è un disco davvero imperdibile per gli storici e gli appassionati della musica tradizionale, non solo irlandese.

Canti narrativi, murder ballads, arie di danza, narrazione di soprusi da parte dei proprietari terrieri verso i piccoli mezzadri sono le tematiche affrontate con arrangiamenti semplici e molto efficaci come nella migliore tradizione del folk revival e della Mulligan che produsse il disco.

Eamonn Curran, piper della Contea di Monaghan e primo allievo di John Brian Vallely dell’Armagh Pipers Club, esegue in modo magistrale il set di reels “Staten Island / The Greenfields of America” e tra le ballate interpretate da Dolores Keane segnalo “Paddy’s Green Shamrock Shore” risalente alla metà del secolo 19°, che Paul Brady che la imparò dal cantante dublinese Frank Harte (in apertura le pipes di Curran suonano “Farewell to Ireland”, slow air che apre il disco), “The Kilnamartyr Emigrant” (altra canzone di emigrazione cantata a cappella con il bordone in sottofondo di Curran) e “Cragie Hills”, un dialogo che racconta delle tribolazioni della vita nelle campagne irlandesi alla metà del XIX° secolo e dell’oppressione esercitata su di loro dai “landlords” e dei loro scagnozzi mentre John Faulkner interpreta invece “Farmer Michael Hayes”, un canto narrativo che racconta la storia – vera – di un contadino che uccise il proprietario della sua terra nella contea di Tipperary e che fuggì in America per evitare la cattura.

Come detto disco importante per chi voglia avvicinarsi alla storia irlandese e della “Great Famine” che segnò così profondamente la vita in Irlanda e nel Nord America: a mio avviso, assieme a “Traversata” di David Grisman, Beppe Gambetta e Carlo Aonzo questo disco è il più rappresentativo che mi è capitato di ascoltare nell’ambito dei canti e delle musiche popolari legate all’emigrazione.

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