SOSTIENE BORDIN: THE DUKES OF STRATOSPHEAR “Psonic Psunspots”

SOSTIENE BORDIN: THE DUKES OF STRATOSPHEAR “Psonic Psunspots”

SOSTIENE BORDIN: THE DUKES OF STRATOSPHEAR “Psonic Psunspots”

VIRGIN RECORDS. LP, 1987

di cristiano bordin

“È stato sconvolgente pensare che gli ascoltatori preferissero queste finte personalità alle nostre stesse personalità”. Così dichiarò Andy Partridge, leader degli Xtc, uno dei gruppi inglesi più importanti e prolifici dalla esplosione del punk fino agli anni ’90.

Eppure andò più o meno davvero così.

I Dukes of Stratosphear fu un’ avventura, un travestimento in quelli che erano gli abiti preferiti della band: quelli degli anni ’60 della psichedelica inglese e americana.

Strumenti d’ epoca, pseudonimi – Partridge era sir Jon Johns – due sole sessions per ogni brano. Una boccata d’aria fresca per una band che ha conosciuto il successo ma anche mille traversie e alla fine ha raccolto meno di quanto ha seminato.

I Dukes of Stratosphear iniziano nell’85 con “25 o’clock”. La data di uscita spiega molto: il primo aprile. Ma succede l’imprevedibile: con sole 5 mila sterline di budget l’album vende il doppio di “Big express”, firmato Xtc, uscito l’anno prima. E allora perché non riprovarci?

Il budget raddoppia e il miracolo si ripete “Psonic psunspots” vendera’ più di “Skylarking”, uscito l’anno prima, il 1986, che pure è uno dei dischi più belli fatti dagli Xtc.

Il gioco riesce per la seconda volta e gli ingredienti sono la classe e la creatività della band, il saper fondere radici e passioni musicali con la propria personalità.

Non è da tutti giocare ad armi pari coi Beatles o con i Byrds ma alla fine dipende sempre da chi ci gioca. E Partridge è soci se lo possono permettere.

Bellissima copertina in puro stile psichedelico, un titolo che sembra una frase di Età Beta e 10 brani uno più bello dell’altro che si incastrano perfettamente tra passato, gli anni ’60, e il presente, gli’ 80. “Vanishing girl”, “Shiny cage”, ” sono ballate psichedeliche perfette e senza tempo. “Have you seen Jackie”, “You’re a good man Albert Brown” sono delicati omaggi alla psichedelica inglese: Tomorrow, Bonzo Dog Band. “Caleidoscope”, “You’re my drug” rappresentano in pieno il progetto Dukes of Stratosphere tra richiami beatlesiani – e il fantasma dei Beatles ha accompagnato tutta la vicenda degli Xtc – echi barrettiani e richiami ai Kinks. Se mettiamo insieme questo album a “Skylarking” non si può che concludere che quegli anni tra il 1986 e l’87, sono stati tra i migliori della band di Swindon.

Ma il gioco Duke of Stratosphear finirà presto.

Per un incidente orribile con un sorbetto” dichiarò Partridge con humour britannico.

Ma “Psonic Psunspots” resta qualcosa di più di uno scherzo: un album che funziona adesso come allora è che funzionerà sempre.

THE DUKES OF STRATOSPHEAR: SIR JOHN JOHNS (Andy Partridge): voce, chitarra – THE RED CURTAIN (Colin Moulding): basso – LORD CORNELIUS PLUM (Dave Gregory): tastiere, chitarra – E.I.E.I. OWEN: batteria

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