TERREMOTO 1891 (quattordicesima parte) ARENA, 12 – 13 GIUGNO 1891

TERREMOTO 1891 (quattordicesima parte) ARENA, 12 – 13 GIUGNO 1891

TERREMOTO 1891 (quattordicesima parte)

ARENA, 12 – 13 GIUGNO 1891

INTERVIENE GOIRAN

Sicuramente, dissemi il professore, nel secolo nessun’altra scossa per estensione e per intensità di effetti (parlando del Veronese) può paragonarsi a quella che nella notte dal 6 al 7 giugno corrente, colpì il veronese in modo specialissimo nel distretto di Tregnago.

Si premette dall’intervistato che secondo ogni probabilità il fenomeno attuale nel passato deve aver avuto, sebbene leggerissima una qualche manifestazione. Perché egli visitando nella mattina dell’11 la regione che sta tra la Valle dell’Alpone e la valle di Tregnago fu sorpreso da scossa violenta accompagnata da rombo prolungatissimo alcuni minuti prima in prossimità di Castelvero ed osservò che un branco di pecore manifestavano un’insolita agitazione mandando belati acutissimi come di dolore.

Le guide che lo accompagnavano – due mulattieri di Vestenanuova – gli osservarono che quei romori erano ad essi cosa notissima e da essi ritenuta come cosa prodotta dal Lago di Garda!!

Questa cosa dimosrerebbe che romori sotterranei non oggi soltanto, ma anche nel passato fossero stati avvertiti in questa zona, tanto più, che sebbene non avvertiti, anche negli anni scorsi lo stesso amico nostro Goiran alcuni piccoli terremoti ebbe pure a sorprendere in questa regione e fra gli altri quello che nella sera del 6 febbraio 1880 colpiva il veronese e del quale scrisse anche la storia.

Aggiunge che nelle memorie accademiche non ricordava più se nel 1882 o 1883 è fatto cenno che nella parte alta della provincia veronese erano stati avvertiti romori straordinarii la quale asserzione potrebbe certamente essere attribuita all’altra parte del Veronese, ma anche a quella che oggidi ci occupa. Tanto più che suoni e detonazioni e terremoti limitatissimi lo stesso Goiran ebbe più di una volta a sorprendere tra la Val d’Adige e la Val d’Alpone. Nel caso attuale si tratta di una conflagrazione che visto il campo relativamente limitatissimo nel quale si è manifestata, assume proporzioni di grandiosità e di intensità assolutamente eccezionali.

La notte era tranquilla, il silenzio profondo, e la città era assopita nel sonno e fidente. Conficdenza però menzogneria perché prima della mezzanotte il suolo con tremiti, oscillazioni leggerissime manifestava una agitazione non comune, la quale – come preavviso – non solo nelle agitazioni degli animali, nelle perturbazioni magnetiche, nella leggiera scossa delle ore 1,07 ant. preannunziava la scossa poderosa che alle ore 2,04 scuoteva Verona e gettava lo spavento e il terrore a Tregnago, Marcemigo, Scorgnano, Cogòlo, Badia Calavena, Tessari, Sant’Andrea di Vestenanuova, Castelvero e Selva di Progno.

L’amico Goiran sorvola sul panico che non può descriversi, sulle grida, sulle eccitazioni nervose, fortemente impressionato dalla somma di dolori, di miserie e di sgomenti che ebbe ad osservare in questi giorni, si ferma sulla somma dei disastri, disastri incalcolabili per la entità dei danni, per i lavoro di campagna sospesi o troncati, per il senso di malessere generale che ha colpito la popolazione dei campi e anche per le evenienze future.

Nel tratto di provincia che abbraccia le località colpite dal terremoto, la massima parte delle abitazioni è resa inabitabile, o per rovina perché crollate, o per sfasciamento, o per l’imminente pericolo di rovina. Di fronte a tale somma di disastri l’animo rimane sgomento e dal complesso delle sventure si augura propizio l’aiuto di chi può e deve soccorrere in tanta jattura.

I fenomeni fisici che preannunziarono la scossa tremendamente maestosa delle 2,04 a. si riducono a quelli notissimi di agitazione in tutti gli animali domestici in un senso molto pronunciato di malesse anche nelle persone, in un movimento microsismico prolungatissimo che annunziava la prossima conflagrazione.

Degli effetti posteriori della scossa si è detto prima, piuttosto dice l’amico Goiran, parliamo della modalità e della forma del fenomeno in ordine alla sua distribuzione ed assicura, sino a che nuovi fatti non vengano a contraddirlo, che l’area maggiormente scossa però essere rappresentata da un triangolo i cui vertici sarebbero Castelvero, Sant’Andrea di Badia Calavenae Tregnago; La linea di massima azione passerebbe per Castelvero, Cogòloprolungandosi fino a Verona ed oltre. Il centro di azione massima sarebbe secondo ogni probabilità da collocarsi fra Castelveroe Cogòlodi Tregnago dal qual punto a guisa di ventaglio partirono radiazioni in tutti i sensi, le quali urtarono il Trentino, il Bresciano, il Mantovano, il Vicentino, il Padovano, spingendosi sino nell’Emilia nel Piemonte e nella Liguria.

Gli effetti meccanici sono di una violenza inaudita presentando contemporaneamente particolarità stranissime le quali, indipendentemente dalle spinte laterali e verticali. E negli edifizii e nel suolo indicano sino all’evidenza un marcatissimo movimento di torsione come nel contorcimento di una casa a Cogòlo, nel rovesciamento di non pochi capitelli che a Tregnago ed altrove si può facilmente verificare (pilastro casa dottore Castelli, Massalongo, Zanderigo, balaustre chiesa Cogolo).

Oggidi le scosse continuano si può dire senza interruzione e si succederanno con varie vicende di intensità e di tempo, né la scienza o le umane previsioni possono assicurare sulla durata del periodo sismico attualmente apertosi.

E’ lecito però asserire che pur perdurando il movimento attuale, pur prevedendo a tratto una qualche scossa assai vibrata, pure non sarà mai per ripetersi quella rovinosa del 7.

L’egregio prof. Goiran raccomanda a tutti, sei luoghi colpiti, calma, calma e calma, e ne hanno ben bisogno.

Era il tocco passato e quindi andammo a prendere un po’ di riposo. Pioveva dirottamente.

  1. g.