KATHRYN TICKELL & THE DARKENING “Hollowbone”

KATHRYN TICKELL & THE DARKENING “Hollowbone”

KATHRYN TICKELL & THE DARKENING “Hollowbone”

Resilient Records CD, 2019

di alessandro nobis

Era qualche lustro che non ascoltavo le registrazioni delle piper e violinista del Northumberland Kathryn Tickell, e quindi la curiosità era parecchia: rispetto ai suoi primi lavori degli anni ottanta molto legati alla tradizione ed al suono acustico, in questo “Hollowbone” la Tickell mescola in modo intelligente il repertorio popolare con i suoni della modernità trovando un equilibrio raro di questi tempi. I musicisti che l’accompagnano (Corman Byrne alle percussioni, Amy Thatcher alla fisarmonica, Kate Young al canto, violino e charango, Kieran Szifris al mandolino e Joe Truswell alla batteria) contribuiscono in modo decisivo e puntuale al suono che esce da questo bel lavoro. Il resto lo fa il repertorio, combinazione tra le radici e le composizioni della Tickell: magnifica la sonorità folk-rock della ballata sui minatori “Colliers”, antica ballata pubblicata per la prima volta nel 1793 dedicata dalla piper al nonno minatore, splendido l’arrangiamento della suite che abbina all’antica (1882) “Cookle Geordie” alla nuova scrittura di “Bridge Reel”, misteriosa “Holywell Pool” che racconta di un laghetto dalle acque scure e profonde dalle parti di Stonehaugh ed infine tutta la magia delle Northumberland Pipes della slow air tradizinale “Morpeth” e della suite “Hushabye Birdie / Hexam Lassie”, un’aria scritta dalla Tickell abbinata ad un’altra risalente al 1770.

Probabilmente questo “Hollowbone” è stato uno migliori lavoro del recente 2019 per l’idea che sta alla base del progetto e che ho cercato di descrivere, e qualcuno lo definirebbe la “tempesta perfetta” del movimento musicale legato al folklore scozzese, in particolare del Northumberland.

Kathryn Tickell è rappresentata in Italia da Geomusic

Email:info@geomusic.it

Web: www.geomusic.it

 

 

From tradition come instrumentals such as Morpeth and Cockle Bridge alongside Old Stones, Tickell’s homage to Lindisfarne, one part reflective and eerie, one part wild jig. Oldest of all is Nemesis, a piece handed down from Emperor Hadrian’s favourite musician, with its tribute to the “dark-eyed daughter of justice” reshaped for modern times. There’s an old mining song in geordie dialect, Colliers, an antique rhyme, Aboot the Bush, suffused in synth and fractured rhythm and a poem from Tickell’s father, Holywell Pool, delivered like an incantation by female harmonies. A hollowbone is apparently a shamanic instrument for channelling ancient voices; a perfect title.