GOITSE “Úr”

GOITSE “Úr”

GOITSE “Úr”

Autoproduzione. CD, 2019

di Alessandro Nobis

Come avevo già segnalato in due precedenti occasioni (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/02/02/goitse-inspired-by-chance/) e

(https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/01/02/goitse-tell-tales-and-misadventures/),i Goitse sono una delle punte di diamante del movimento folk irlandese di questi ultimi anni. Con questo loro recente lavoro ed anche nelle loro esibizione live, il gruppo  formatosi a Limerick conferma quanto di buono la critica ha sottolineato più volte: suono molto compatto ed originale (qui compare il banjo, strumento non troppo utilizzato in questo ambito), studio e riproposta di repertori raccolti nel 19° secolo vicini a nuove composizioni. a3107543353_16.jpgÚrchnoc Chéin mnic Càinte” è la quintessenza dell’evoluzione della tradizione: composta nel XVIII° secolo dal poeta e arpista Peadar O’Doirnìn, nel 1907 le viene cambiata la melodia da peadar O’Dubhda e oggi ad un secolo di distanza viene registrata con un suono contemporaneo con una splendida parte assegnata al pianoforte di Tadhg O’ Meachair e cantata da Áine Mc Geeney, eccellente anche al violino ed autrice di brani come “Invasion” che celebra i cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Da sottolineare anche l’interpretazione di “The Queen of Argyll”, uno dei brani più significativi del repertorio dei Silly Wizard (questo fu scritto da Andy M. Stewart) e “Henry Joy” in memoria di Henry Joy McCracken, rivoluzionario irlandese del XVIII° secolo ed allo stesso tempo uno degli organizzatori del festival di arpa irlandese di Belfast, addirittura del 1792.

Disco brillante per una band brillante che si pone in perfetto equilibrio tra l’antico e il moderno: “Úr”, appunto.

I Goitse sono rappresentati per concerti e festival in Italia da GeoMusic di Gigi Bresciani: www.geomusic.com