TERREMOTO 1891 (quotidiano Arena, nona parte)

ARENA, 9 – 10 GIUGNO 1891

IL TERREMOTO DEL 7 – SUI LUOGHI DEL DISASTRO

I DEPUTATI

Lo avevamo già ieri annunziato.

I deputati Miniscalchi e Poggi appena avuto sentore del disastro, partirono e si recarono sui luoghi. Giunsero ieri alle due a Tregnago, dove accompagnati dal Sindaco, dall’operoso segretario, dall’ing. del Comune, dall’assessore per Marcemigo, dal sig. Pieropau, dal medico Provinciale, visitarono tutte le case, una per una, portando conforto di parola e di buone promesse.

Tale era stato lo spavento provato dalla popolazione, che in tutte le case i letti si trovavano ancora nel medesimo stato in cui furono lasciati quando il terremoto fece scappare di casa gli abitanti. I deputati estesero la loro visita alle frazioni tutte, ed a Badia, riportandone profonda impressione. Essi largirono dal proprio per i più urgenti bisogni lire 600 a Tregnago e 400 a Badia Calavena riservandosi di chiedere ulteriori ed efficaci soccorsi al Governo.

I paesi visitati furono commossi dalle premure, dalla generosità degli egregi loro rappresentanti, ed ora attendono i risultati delle loro pratiche.

Intanto i sindaci provvedono a chiedere l’esonero della presente rata di imposta nell’aspettativa di quei provvedimenti che il Governo centrale non può mancare di prendere in favore delle popolazioni tanto profligate.

I deputati telegrafarono ieri in questo senso all’on. Pullè.

*

Particolari strani: la fontana che è in piazza della parrocchia a Tregnago, appena avvenuto i terremoto si seccò.

A Velo, a Giazza, a Roverè di Velo, poche ore prima del terremoto, e cioè verso sera, l’acqua delle fonti numerosissime era diventata torbida, dopo il terremoto è diventata cinerea, e sa grave odore e sapore di zolfo.

Gli abitanti della Giazza provarono indescrivibile terrore, appena avvenuto il terremoto, a vedere i massi staccarsi dalla Montagna e precipitare con enorme fracasso nelle vallate.

Un pastore di pecore che si trovava in piena montagna ad attendere al suo gregge, ci narrava che credette di impazzire. Vide le montagne intorno a lui muoversi, scuotersi, con rumore tremendo, e vide enormi pezzi di granito (si tratta dipietra calcarea, il granito non è presente nelle rocce lessiniche, n.d.r) staccarsi e venir giù rimbalzando, con rapidità vertiginosa. Credette fosse suonata l’ora della fine del mondo.

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Riassumendo: noi abbiam creduto, dapprima, che si fosse esagerato nel descrivere i danni di Tregnago e Badia: oggi, dopo la nostra visita, non sappiamo se con questa descrizione affrettata siamo riusciti a dare un’idea esatta dell’entità del disastro.

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ULTIMA ORA

Da Tregnago, 9, si scrivono:

Facendo seguito alle corrispondenze che vi ho precedentemente mandate, debbo segnalarvi il generoso contegno degli onorevoli Miniscalchi e Poggi, i quali, partiti immediatamente da Roma al primo avviso telegrafico del nostro sindaco, giunsero oggi fra noi alle ore 2 e mezza pomeridiane per portarci aiuto e conforto.

Gli onorevoli deputati elargirono del proprio Lire 600 pel Comune di Tregnago e Lire 400 per quello di Badia. Essi riportarono una impressione profonda del disastro avvenuto. Ci promisero tutto il loro appoggio per ottenere sussidi dal Governo sotto quelle forme che meglio di presteranno all’uopo.

Debbo segnalate pure la condotta esimia di tutti i carabinieri nel salvataggio dei sepolti di Marcemigo.

Gli abitanti di Tregnago sono oltremodo grati a codesto giornale per la generosa sua iniziativa nell’aprire una sottoscrizione pubblica. Essi nutrono viva fiducia che la carità cittadina risponderà generosa all’appello.

Anche da Milano ci giungono offerte, prima fra tutte quella di L. 100 dell’avv. G.B. Alessi.

Pur troppo dobbiamo constatare che i crepacci nelle case vanno allargandosi e che molte credute abitabili ora più non lo sono. Il timor panico è tale che a molti pare di sentire delle nuove scosse, probabilmente sarà effetto dell’agitata fantasia.

Anche questa notte tutta la popolazione dorme sotto le tende sebbene il tempo volga al piovoso.

Giungono al capoluogo del mandamento notizie sempre più gravi. A Vestena dobbiamo lamentare moltissime case inabitabili e 5 feriti, di cui alcuni gravemente.

IL PROF. GOIRAN CI COMUNICA:

Ieri alle 2 pom, leggera scossa, però sensibile, ondulatoria e sussultoria.

Dalle ore 7 pom. Alle ore 10 pom. Leggerissimo movimento senza interruzione: leggerissima scossa alle 10 pom.

Due leggere scosse alle 2,30 e 5 antim. Di oggi. (Goiran)

AIUTIAMO TREGNAGO E BADIA CALAVENA

La narrazione del disastro di Tregnago e da Badia che più sopra si può leggere, semplicità eloquente.

Sono numerose le famiglie che rimasero senza tetto per opera del terremoto, e grandi i sacrifici che altre moltissime famiglie dovranno per fare rendere ancora è nella sua abitabile la propria casa.

La maggior parte delle case distrutte o gravemente danneggiate appartengono a povera gente che non possedeva altro all’infuori di quelle quattro mura, delle poche amsserizie che rimasero distrutte o guaste e di un campetto.

E’ quindi la rovina, quella che presenta per tante famiglie.

Veniamo in loro soccorso, aiutiamole, leniamo la disgrazia con l’obolo nostro!

Noi ci rivolgiamo pertanto ai Veronesi fidenti che vorranno rispondere al nostro appello e che in brevi giorni faranno si che i fratelli di Tregnago e di Badia calavena abbiano a benedire il cuore dei cittadini di Verona.

Aprimo dunque la sottoscrizione a favore dei danneggiati dal terremoto in Tregnago e a Badia Calavena.

Lista di ieri L. 25

Offerte di oggi:

Battistella Luigi, albergatore alla Gabbia L. 20
Ferdinando Locatelli L. 5
Giuseppe Moosbrugger (Milano) L. 5
Chiesa e Comp. (Milano) L. 5
Pelagatti ved. Chiari (Parma) L. 5
Giorgio Giolioli (Livorno) L. 5
R. P. Fortuna (Lucca) L. 5
Stabilimento chimico di Passariano L. 5
Scaini Angelo (Udine) L. 5
E. Facheris e figlio (Grumello) L. 5
Avv. Aurelio Scudellari* L. 60
N. N. L. 4
Avv. Carlo Guglielmi L. 20
Fratelli Bonaldi L. 10
Avv. A. Danieli L. 10
Prof, Cav. Frizzo L. 5
Avv. Fontana L. 5
Galli avv. Carlo L. 5
Umberto Camuzzoni L. 10
TOTALE L. 214

* Queste L. 60 l’avv. Scudellari intende siano devolute metà a Tregnago , metà a Badia.

QUI LA PRIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

QUI LA SECONDA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

QUI LA TERZA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)

QUI LA QUARTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/05/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-quarta-parte/)

QUI LA QUINTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/10/25/terremoto-1891-quotidiano-arena-quinta-parte/)

QUI LA SESTA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/10/terremoto-1891-quotidiano-arena-sesta-parte/)

QUI LA SETTIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/11/24/terremoto-1891-quotidiano-arena-settima-parte/)

QUI L’OTTAVA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/12/02/terremoto-1891-quotidiano-arena-ottava-parte/)