SUONI RIEMERSI: SÉAMAS MAC AONGHUSA (SEAMUS ENNIS) “Strains On Wind Once Blown – Vol. 1: The Pure Drop”

SUONI RIEMERSI: SÉAMAS MAC AONGHUSA (SEAMUS ENNIS) “Strains On Wind Once Blown – Vol. 1: The Pure Drop”

SUONI RIEMERSI: SÉAMAS MAC AONGHUSA (SEAMUS ENNIS)

“Strains on Wind Once Blown. Volume 1; the Pure Drop”

TARA RECORDS 1077. LP, 1974

di Alessandro Nobis

Non c’è mai stata nella musica tradizionale irlandese una personalità così forte ed importante come quella di Séamas Mac Aonghusa, Seamus Ennis.” Così lo definisce il piper John McSherry nel suo importante volume “The Wheels of the World” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/02/09/colin-harper-john-mcsherry-the-wheels-of-the-world/) la cui copertina ritrae appunto Ennis mentre viene registrato da Jean Ritchie: narratore, etnomusicologo, ricercatore, conduttore radiofonico e soprattutto straordinario piper, Seamus Ennis è stato uno dei “fari” che hanno illuminato la storia della musica popolare irlandese nel XX° secolo, e continua a farlo visto che al suo lavoro come quello di William Clancy o Sean O’Riada – per citare due figure fondamentali – fanno riferimento anche le nuove generazioni di pipers e musicisti tradizionali in generale.

Molto del repertorio che suono qui l’ho appreso da mio padre” scrive nell’interno della copertina del disco che contiene le sue registrazioni del 1973 e pubblicata dalla benemerita Tara l’anno seguente e che riporta sul retro uno scritto di Liam O’Flynn. Questo lavoro, uno dei più alti esempi di musica per uilleann pipes mai registrati, contiene quindici tracce tra le quali ve ne voglio segnalare alcune per me particolarmente significative del lavoro di ricerca e di interpretazione. Inizierei con le due gighe in 6/8 “Chase me Charlie & The Dingle Regatta (Two Single Jigs)”, una delle 212 arie che Ennis trascrisse ascoltando tale Colm Keane di Glynsk nei pressi di Carna nel Connemara (costa occidentale), e quindi il set di reels “The Pure Drop & The Flax in Bloom”, una sorta di passaggio per i pipers che si trova nella raccolta O’Neill (1903). Del repertorio tramandatogli dal padre ecco la slow air “The Fairy Boy” (una melodia il cui testo era cantato in irlandese) ed il set di hornpipes “The Groves Hornpipe & Dwyer’s Hornpipe”.

Ennis non ha una corposa discografia alle spalle ma la sua importanza travalica l’aspetto prettamente strumentale visti i suoi interessi che abbiamo citato in apertura. Il suo set di cornamuse, che il padre James liutaio e piper aveva costruito nel 1908 (il padre era considerato l’ultimo rappresentante della vecchia scuola di pipers, la madre era invece una violinista della Contea di Mo

Wheels
SEAMUS ENNIS & JEAN RITCHIE

naghan), andò in eredità al suo grande amico Liam O’Flynn che per tre anni condivise con lui un appartamento, fino a quando si trasferì in un caravan a Naul in un appezzamento che aveva acquistato. Come racconta Peter Browne, “il set venne lasciato alla morte di O’Flynn a Páraic MacMathúna, figlio del collezionista ricercatore e speaker radiofonico della RTE Ciarán; al 100° anniversario della nascita di Seamus Ennis, vennero suonate da valenti pipers al Seamus Ennis Centre di Naul, nella Contea di Dublino, area di origine della famiglia Ennis”.

Pensate che Seamus Ennis si esibì al di fuori dell’Irlanda, solamente nel Regno Unito ed a Rotterdam, nel 1976, durante un festival di musica “celtica” (il virgolettato è di John McSherry) e fu invitato anche ad una edizione del Newport Folk Festival. Di lui Paddy Glackin dice a John McSherry che “quando Seamus Ennis saliva sul palcoscenico pur esibendosi da solo con la sua personalità e carisma riempiva l’intero spazio, catturando la totale attenzione del pubblico presente”. O’Flynn racconta come Ennis fosse uno strumentista insuperato nella tecnica e nell’espressività: “il suo stile era impeccabile, aveva il totale controllo dello strumento ma non gli piaceva stupire il pubblico solamente con la tecnica alla quale preferiva l’eleganza”.

Una settimana prima della sua dipartita O’Flynn e Glackin, lo accompagnarono per una visita medica: infinito rispetto ed amicizia verso un uomo che seppe trasmettere la sua eredità musicale ed il suo contagioso entusiasmo alla generazione successiva.

TRACK LIST:

  1. The Pure Drop & The Flax in Bloom (Two Reels)
  2. The Fairy Boy (Slow Air)
  3. The Groves Hornpipe & Dwyer’s Hornpipe (Hornpipes)
  4. O’Sullivan the Great (March)
  5. When Sick, Is it Tea You Want? & The Humours of Drinagh (Double Jigs)
  6. By the River of Gems & The Rocky Road to Dublin (Slow Air and Slip-Jig)
  7. Ask My Father & Pat Ward’s Jig (Two Single Jigs)
  8. Valencia Harbour (Slow Air)
  9. The Standing Abbey & The Stack of Barley (Hornpipes)
  10. The Leitrim Thrush & Miss Johnson (Two Reels)
  11. The Return From Fingal (March)
  12. Chase me Charlie & The Dingle Regatta (Two Single Jigs)
  13. White Connor’s Daughter, Nora (Slow Air)
  14. Slieve Russell & Sixpenny Money (Two Double Jigs)
  15. Stay for Another While : I Have No Money & The Cushogue (Three Reels)
  16. The Brown Thorn (Slow Air)