TERREMOTO VERONA 1891 (quotidiano ARENA, quarta parte)

“IL TERREMOTO DELL’ALTRA NOTTE” 8 – 9 GIUGNO 1891

A TREGNAGO.

Come entità di danni certo Tregnago e Badia Calavena sono in prima linea.

Tregnago è addirittura sconquassato.

Non una casa è illesa, il 60 per cento inabitabile, e tutta la popolazione bivacca in piazza, sotto un centinaio e mezzo di tende militari fornite da S. E. il generale Pianell.

Settantacinque soldati del Genio, comandati da un capitano, sono occupati a piantare le tende, a sorvegliare le case che minacciano di sfasciarsi.

I feriti dalle case cadute sono cinque. Di morti, oltre la donna ieri già ricordata, fortunatamente non ve ne furono.

Il disastro per Tregnago fu tremendo.

Muri colossali furono divelti, sollevati dal suolo dall’arcana forza sotterranea; case vecchie, che avevano resistito a fenomeni d’ogni sorta furono letteralmente aperte, sventrate, e le cancellate delle ville contorte, le porte più solide spezzate.

Dappertutto rovina e desolazione.

La popolazione è come inebetita e si aggira fra quelle rovine apaticamente, ancora sotto la dolorosa impressione dello spavento.

Non sa darsi pace di tanta e così dubitanea desolazione.

A Cogolo è pericoloso passare nella via che costituisce la frazione perché la maggior parte delle case minacciano di cadere.

A Badia Calavena eguale stato di cose.

Cinque persone, in una delle case sfasciatesi si poterono miracolosamente salvare rifugiandosi sotto un grosso trave che sorresse parte del materiale soprastante che precipitava.

I danni da calcoli sommari fatti da persone tecniche, ammontano a circa 400 mila lire.

Questa mattina sono partiti alla volta di Tregnago i deputati Miniscalchi e Poggi per poter farsi un esatto concetto del disastro e poterne riferire con sollecitudine al Ministero.

*

Dalla provincia poi non riceviamo altre notizie allarmanti. Dappertutto la scossa fu udita, ma non recò danni notevoli.

DA TREGNAGO.

ALL’ULTIMA ORA. Ci scrivono ore 8 ant.

Dopo la scossa tremenda di ieri mattina, ne vennero segnalate alle 6 m. 7 ant., a mezzodì, alle 5 e 12 pom., alle 10 pom. E questa mattina altra verso le 5 ant.

Tutta la popolazione bivacca all’aperto essendo ridotte inabitabili quasi tutte le case. Abbiamo tra noi una compagnia del genio che prestò i soccorsi più urgenti. Per colmo di sventura si sono manifestati due casi d’angina, la quale in tanto agglomeramento di persone potrà facilmente diffondersi.

Il Ministero ha frattanto telegraficamente mandato L. 1000, per i bisogni che non soffrono delazione: si stanno attendendo altri soccorsi per rimediare in qualche modo all’immane disastro. Nel nostro Comune le case crollate sono 15 e in maggior numero in quello di Badia.

Poche sono le case abitabili, tante e così gravi sono le lesioni manifestate in tutti i fabbricati: sarebbe stato forse meglio che fossero andate in rovina anche questi; pochà non si sa veramente da qual parte cominciare per riattuarla. L’on Miniscalchi ci ha telegrafato da Roma la sua venuta; questa varrà a sollevare gli animi molto abbattuti dalla tremenda sventura. L’opera dei funzionari e delle autorità è superiore ad ogni elogio. U.

DA NOGARA

7 (giugno), ore 1,45.

  1. S.) Stanotte alle ore 2,10 fu avvertita qui grande scossa terremoto ondulatorio che durò due (?) secondi; varie famiglie scesero in strada spaventate. Popolazione assai impressionata. Nessuna disgrazia.

DA MONTECCHIA

Questa notte alle ore dieci si sentì una fortissima scossa di terremoto che durò dieci secondi.

Molta della nostra popolazione, in preda a grande panico, scesero in piazza, nei cortili, istrada.

Rovinò l’alta cupola del campanile traendo con sé il parafulmine ed una croce di ferro. In diverse case si verificarono dei crepacci e molti camini precipitarono al  suolo.

Montecchia di Crosara, 7 giugno 1891.

DA BRENTINO

Ci scrivono:

Qui la scossa ondulatoria si sentì alle ore 2 minuti 12 ant., poi si ripetè leggermente 2.41 e 2.52 e altre due volte non so l’ora precisa.

La prima fu oltremodo forte, tant’è che che sembrava dovesse crollar qualche pezzo di mandorlatoche ci sovrasta e ciò che più impauriva era l’eco del rimbombo nelle circostanti montagne somigliante ad un colpo di cannone sparato in un antro.

Cadde un camino in Rivalta.

DAL LAGO DI GARDA.

Ci scrivono da Malcesine, 7 giugno ore 6 mattina:

Questa notte, 6 sopra il 7, a ore 2 e dieci minuti qui a Malcesine si fece sentire una violentissima scossa di terremoto.

La scossa fu in senso ondulatorio e così prolungata che la gente ebbe tempo di balzare dal letto e di affacciarsi terrorizzata alle finestre continuando ancora a sentire il movimento sussultorio.

Che si sappia nessuna disgrazia, ma lo spavento fu generale in questa popolazione sapendo che la conformazione del suolo è vulcanica ed avendo ancor presenti quelle certe memorabili scosse di terremoto del 1866, 1868, 1874, 1872 e 1882 che diedero poi motivo alla R. Prefettura di inviare sopraluogo il professor Gorjan per studiare il fenomeno.

Dopo la violenta scossa delle ore 2.10, a lunghi intervalli si udirono ancora degli altri rombi che facevano l’effetto di lunghi e giganteschi lamenti che vengono da lontano: molta gente passò il resto della notte all’aperto. (continua)

QUI LA PRIMA PARTE: (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/08/30/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-prima-parte/)

QUI LA SECONDA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/20/terremoto-verona-1891-quotidiano-arena-seconda-parte/)

QUI LA TERZA PARTE (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/09/29/terremoto-1891-quotidiano-arena-terza-parte/)