NIGHT DREAMERS “Téchne”

ALFAPROJECT RECORDS. CD, 2019

di Alessandro Nobis

Direi che Massimo Bernardini ha perfettamente ragione quando scrive le sue note introduttive a questo “Téchne” riferendosi a quel capolavoro di musica d’autore che è “Automobili” di Dalla e Roversi l’unico disco, mi permetto sommessamente di aggiungere, dedicato agli “assi del volante”. Testi straordinari e musica impeccabile, ed ora a mezzo secolo di distanza ecco che quattro jazzisti (cinque per la verità visto che Giampaolo Casati “presta” l’espressività della sua tromba in due brani) decidono di dedicare un disco agli antichi eroi dell’automobilismo, impresa difficile visto che qui si tratta di pura musica, di puro jazz: sono il pianista Emanuele Sartoris, il batterista Antonio Stizzoli, Simone Garino ai sassofoni e Dario Scopesi al contrabbasso. L’energia del brano iniziale scritto da Sartoris evoca il circuito francese di Le Mans e descrive la magie del giorno, ma soprattutto della notte, che si respira durante la leggendaria 24 ore (chi ci è stato sa a cosa mi riferisco) con un tempo quadrato, quasi funky. E l’Alfa Romeo con il suo quadrifoglio alla quale si dedicano un pugno di composizioni: al “ramarro” Campari con la struttura del brano indovinatissima che riprende dopo il significativo solo di Antonio Stizzoli, il batterista, al sogno di Chet Baker / Giampaolo Casati in “The Red Flying Alfa” che vola sulle strade toscane in un’ipotetica fuga dal carcere, alla follia pura del duello notturno a fari spenti tra i miti Varzi e Nuvolari.

Conclusione di questo a parer mio ottimo lavoro una composizione di Stizzoli che ci riporta agli albori dell’automobilismo, quello dei fratelli Michelin alla Parigi – Brest, (oggi una passeggiata ma allora chissà cos’era) con bel assolo al sax soprano di Simone Garino (autore anche di “Mirafiori” con l’imitazione dei clacson che aprono lo spartito).

Emanuele Sartoris lascia quindi per il momento le atmosfere intime del suo lavoro in “solo” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/14/emanuele-sartoris-i-nuovi-studi/) e trova qui una nuova dimensione in un quartetto che evidenzia grande comunicatività e piacere nel suonare assieme (che si percepisce nettamente durante l’ascolto) riportandoci in una “scuderia” lungo i circuiti stradali di un’era fa. Veramente notevole.

 

 

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