DAVIDE IELMINI “Enten Eller: il suono ruvido dell’innocenza”

Autoproduzione, 21 x 21 cm, pagg. 169. Volume, 2019

di Alessandro Nobis

Davide Ielmini, giornalista e critico musicale con questo suo volume raccoglie una serie di interviste ai musicisti coinvolti nel progetto “Enten Eller” (avevo parlato della loro più recente produzione qui: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2019/01/01/enten-eller-minotaurus/), certamente il più longevo dei collettivi che operano in ambito jazzistico a livello continentale, e probabilmente anche d’oltreoceano. Non è il primo volume dedicato al gruppo del compositore e percussionista Massimo Barbiero (nel 2010 veniva pubblicato “Enten Eller”, un volume con fotografie di Luca D’Agostino  e due racconti di Flaviano Massarutto) ma certamente in questo di Ielmini si può trovare e comprendere la progettualità che dal 1984 ha consentito al gruppo di produrre musica ai più alti livelli e riuscendo sempre all’interno di un perimetro scritto a sviluppare in modo significativo l’improvvisazione e dunque un dialogo tra i protagonisti davvero profondo.

ielmini coverSi leggono qui le interviste ma si legge in parallelo anche la biografia di Enten Eller, e l’occasione di “ascoltare le voci” dei protagonisti della prima line-up, di quelli che ne fanno parte attualmente e dei prestigiosi collaboratori che via via hanno preso parte al progetto aiuta grandemente a comprendere il percorso, da dove parte e dove è diretto.

Il pianista Ugo Boscain ed il fiatista Mario Simeoni sono i primi che danno voce alla storia di Enten Eller mentre Massimo Barbiero, Maurizio Brunod, Alberto Mandarini e Giovanni Maier rappresentano il presente dell’ensemble e ci raccontano delle loro esperienze personali e di come quattro personalità si sono trovate a dialogare ed a comporre ed improvvisare assieme. Poi “Una partecipazione completa alla musica”, tanto per chiarire il concetto che Barbiero & C. hanno di collaboratore esterno, è la corposa parte dedicata a quanti, chiamati, hanno saputo arricchire di idee e di suoni la musica ovvero Tim Berne, Giancarlo Schiaffini, Carlo Actis Dato, Achille Succi, Emanuele Parrini e Xavier Girotto.

Racconti interessanti che aprono, anzi spalancano una finestra sul mondo e sulla musica di questo eccellente ensemble raccontato anche dalle emblematiche fotografie di Luca D’Agostino, biografo visuale.

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