GIOVANNI MASARA’ “Una comunità in scena”

Cierre Edizioni, 14,5 x 21 cm. Pagg. 130. 2018 € 14,00

di Alessandro Nobis

51iSTKdlx4L._SX350_BO1,204,203,200_Nella Collana “Etnografia Veneta” Cierre ha recentemente pubblicato questo importante volume del giovane antropologo culturale veronese Giovanni Masarà: si tratta di un ampliamento e di un completamento della sua Tesi di Laurea riguardante come recita il sottotitolo “Il Carnevale di Dosoledo tra struttura sociale e forma della festa”. Un volume quindi dal carattere doverosamente scientifico che riesce a fornire nel suo insieme una visione precisa, storica, ed anche geoantropologica (passatemi il termine)  appunto di questa festa popolare che si tiene nella Val Comelico superiore la domenica più vicina al 9 febbraio ricordando una delle possibili patrone del paese, Santa Apollonia; carnevale che ha saputo conservare, forse a causa del suo essere lontano dalla pianura, aspetti, rituali ed azioni che in altre situazioni (vedi ad esempio il Carnevale veronese, il più antico d’Italia ed uno dei compromessi dal punto di vista storico culturale che oramai da qualche decennio ha oltrepassato a mio avviso il punto di non-ritorno) sono state ampiamente dimenticate facendo perdere il vero significato di questa festa.

Ogni capitolo, ogni pagina si fa leggere con curiosità e richiede attenzione nella lettura per avere riga dopo riga l’idea chiara di come una piccola comunità come quella di Dosoledo sia riuscita a portare nel XXI° secolo questo momento al quale partecipa sostanzialmente tutta la popolazione. Masarà non è un antropologo da biblioteca o almeno non è solo questo; ha soggiornato nel Comelico raccogliendo testimonianze dai numerosi informatori che ha saputo coinvolgere nella sua ricerca ed ha partecipato di persona al Carnevale ed alla sua preparazione.

La ricchezza e la fortuna (il Lachè ed il Matathìn), le Matazere, i Mùti ed i Paiàthi sono tra le figure principali della sfilata e l’autore descrive con cura scientifica i costumi, la loro storia e le fasi della “vestizione”. Insomma sembra di essere lì a Dosoledo e leggendo nasce la voglia di andare personalmente a Dosoledo.

Una dettagliata bibliografia ed una serie di fotografie documentative arricchiscono il volume. Bravo Masarà e brava la Cierre di Verona, ora mi aspetto una ricerca “seria” sulla storia e su ciò che rimane del carnevale Veronese.

 

 

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