ENTEN ELLER  “Minótaurus” – AUTOPRODUZIONE, CD 2018

di Alessandro Nobis

Ho avuto il piacere di conoscere il drumming di Massimo Barbiero ascoltando il concerto bolognese con Boris Salvoldelli e Roberto Zorzi dello scorso gennaio (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/03/03/dalla-piccionaia-savoldelli-barbiero-zorzi-trio/) che recentemente è stato pubblicato in cd con il titolo di “Nella Terra dei Frippi” ed in seguito anche nei suoi pregevolissimi lavori “in solo” dei quali parlerò a breve. Barbiero assieme a Maurizio Brunod (chitarra ed elettronica), Giovanni Maier (contrabbasso) ed Alberto Mandarini (tromba ed elettronica) è parte di Enten Eller, ensemble attivo da ben trentadue anni che ha pubblicato una serie di CD di tutto rispetto con collaborazioni prestigiose come ad esempio quelle con Carlo Actis Dato, Tim Berne, Achille Succi e Javier Girotto. Questo “Minótaurus”, registrato all’Open Jazz Festival di Ivrea, è la più recente registrazione del quartetto ed è un lavoro che può essere fruito in due diverse modalità, quella dell’ascolto appunto della registrazione che ho sottomano e quella della performance dal vivo. Direte “cadi nell’ovvietà” ed invece si tratta del contrario.

Il lavoro è concepito in nove tracce che comprendono quattro interludi dedicati ognuno agli strumenti che compongono la line-up, in sequenza chitarra, percussioni, tromba e contrabbasso con un delicato e decisivo uso dell’elettronica, quattro brani che catturano l’ascolto sullo strumento solista sin dalle prime note del primo, eseguito da Maurizio Brunod; interludi che collegano formando un unicum le altre composizioni eseguite dal quartetto tra le quali vorrei segnalare “Funkytauros” di Mandarini con l’apertura affidata alla chitarra e con bel solo dell’autore del brano e di Brunod il tutto sostenuto dalla sempre efficace ritmica di Barbiero e Maier. L’ascolto scorre fluido e veloce, la musica è intrigante e mai noiosa, il suono è sempre equilibrato, nei brani d’insieme l’intesa è perfetta e, sottolineo nuovamente, il ruolo centellinato dell’elettronica è spesso determinante perché usato con grande consapevolezza, misura e gusto.

thumb.phpDicevo che il disco può, anzi deve adesso forzatamente essere fruito solamente in funzione “ascolto”, ma chi ha avuto la fortuna di assistere al concerto di Enten Eller al Museo Garda di Ivrea ha potuto godere di una performance che legava questo progetto musicale alla danza; quattro danzatori (Roberta Tirassa / Massimo Barbiero, Giulia Ceolin / Giovanni Maier, Sara Peters / Alberto Mandarino e Tommaso Serratore / Maurizio Brunod), ognuno in una stanza ed ognuna legata al suono di uno dei quattro strumenti, metteva in atto momenti di improvvisazione “separati” ma legati indissolubilmente alla musica. Mi auguro esista un video di questo evento.

Enten Ellen con questo “Minótaurus” dà vita ad un chiarissimo ed ulteriore esempio di come il mondo del jazz italiano, quello coraggiosamente lontano dal mainstream e più concentrato sulla composizione e sulla percorrenza di sentieri diversi e quindi inediti, sia creativo, originale e vivissimo e come a mio avviso meriti senz’altro una presenza sempre più frequente nei cartelloni dei più importanti festival jazz internazionali.

Nel frattempo il disco lo trovate come si conviene in questi casi direttamente “alla fonte” ovvero sul sito di Barbiero www.massimobarbiero.com

 

 

 

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