DALLA PICCIONAIA: LE NEBBIE DI RUMORS

di Alessandro Nobis

Si è parlato poco in queste ultime settimane, e si continua purtroppo a non farlo, del contenuto del Bando di Concorso per la figura di Direttore Artistico dell’Estate Teatrale Veronese, con imminente scadenza il 31 dicembre e bizzarramente in ruolo dopo o durante i botti di Capodanno, il 1 gennaio. Fortunatamente ne ha parlato con un chiaro e particolareggiato articolo Mario Antonio Marchi del Fatto Quotidiano che ha anche inviato una missiva ai Consiglieri del Consiglio Comunale della Città dell’Amore, lettera leggibile sulla pagina FB dell’autore (https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10217116099950008&id=1094413965).

Modestamente osservo da parte mia che, calendario alla mano, ad essere imminente non è solamente la scadenza per la presentazione delle domande per accedere al concorso, ma anche e soprattutto la stagione 2019 della manifestazione oggetto di queste mie righe. Ritengo e spero converrete con me che per l’allestimento di un cartellone degno della città che lo propone e del luogo che lo ospita (il Teatro Romano) siano necessarie competenza (a grandi dosi), una progettualità, un’equidistanza “super partes” da agenzie teatrali e musicali e naturalmente il tempo necessario per produrre progetti, sedimentarli, pensarli e ripensarli per cercare la difficile formula che accontenti il pubblico da un lato e dall’altro promuova “anche” gli artisti che si muovono nei territori oscuri e nuovi delle avanguardie che etimologicamente sono spesso “avanti” nella concezione delle varie forme d’arte.

Mission “quasi” impossible che richiede tempo se si desidera, ripeto se lo si desidera, allestire un degno cartellone per ciò che riguarda il teatro ed il jazz, che da noi si chiama Verona Jazz (e su questo potrei dilungarmi sulle “scelte” artistiche e sui successi degli ultimi lustri, qualcosa se vi interessa lo troverete qui: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/06/19/dalla-piccionaia-verona-jazz-2016/ ed anche qui: https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/07/04/dalla-piccionaia-cross-currents-trio-veronajazz-2018/).

Sì avete letto bene. Teatro e Jazz. Manca qualcosa? Manca “Rumors: illazioni vocali”. Ingenuità? Voluta cancellazione? Dimenticanza? Di tutto un po’?

Leggete il Bando, RUMORS non vi è citato, è sparito, non vi è traccia del Festival pensato e bravamente diretto da Elisabetta Fadini; è vero ci sono altri punti sospetti e poco chiari bene evidenziati dall’articolo di Marchi sopracitato, ma la mancata presenza di “RUMORS” ha fatto molto “noise” tra gli addetti ai lavori e nonostante il silenzio della stampa locale, ho letto solo un pezzo di Ernesto Kieffer su “Il Nazionale”, magari anche qualche frequentatore dei social se ne sarà accorto. Cerchiamo di capire, e spero di non fare errori nella mia interpretazione: il festival è stato già finanziato dal Ministero, addirittura fino al 2020, quindi lo stanziamento è tecnicamente “dedicato” alle serate che con grande passione, fatica e competenza la Fadini ha fin qui allestito e sono convinto continuerà a farlo, pertanto l’Amministrazione Comunale guidata dall’Avvocato Federico Sboarina e l’Assessore alla Cultura l’Avvocato Francesca Briani potrebbero (il mio non è un consiglio naturalmente, se ricoprono quegli incarichi saranno perfettamente in grado di superare questa sorte di impasse) percorrere a mio modesto avviso solamente a questo punto tre strade, anzi quattro. No, cinque:

a) ritirare il bando e riproporlo revisionato inserendo RUMORS, magari non con scadenza 1° aprile 2019.

b) rinunciare al finanziamento (si è mai visto che un Comune restituisce del denaro allo Stato Centrale?)

c) proseguire su questa strada rischiando ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale ed andando incontro ad un possibile ed inopinato blocco dell’Estate Teatrale.

c) allestire in fretta e furia, diciamo a casaccio, una improbabile edizione dell’Estate Teatrale.

d) richiamare in servizio, diciamo con pagamento a gettone, il precedente e primo direttore artistico, ovvero Giampaolo Savorelli,  ora possibile salvatore della patria.

Insomma, non si tratta di criticare l’operato di Elisabetta Fadini (il Bel Paese ha sessanta milioni di sedicenti Commissari della Nazionale pallonara e di altrettanti presunti direttori artistici) e sinceramente penso personalmente nel mio piccolo che la cancellazione di RUMORS non sia dovuta a critiche di tipo artistico (per farle bisogna avere cognizione di causa mentre il festival ha nel tempo acquisito fama internazionale, al contrario ad esempio di VeronaJazz citato invece nel Bando) ma forse piuttosto alla squallida politichetta da quartiere in base alla quale se hai collaborato con politici che hanno fatto parte di giunte dalla diversa linea resti tagliato fuori. Sbaglio? Vorrei.

E’ capitato (posso citare per esperienza personale al LAMS di Diego Peres con Verona Jazz nel 2008), e capiterà ancora, ma credo che stavolta la stralunata idea di questo Bando abbia superato il limite.

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