DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018 15 – 18 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda. Seconda Parte.

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018 15 – 18 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda. Seconda Parte.

DALLA PICCIONAIA: WILLIAM KENNEDY PIPING FESTIVAL 2018

15 – 18 novembre. Armagh, Co. Armagh, Irlanda. Seconda Parte.

di Alessandro Nobis

Come dicevo nella prima parte di questo mio resoconto (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/12/04/dalla-piccionaia-william-kennedy-piping-festival-15-18-nov-2018-armagh-co-armagh-irlanda-prima-parte/), le due serate al Market Place Theatre sono state il piatto forte di questa 25^ edizione del Festival, al di là del profondo valore culturale delle esibizioni solistiche e delle session formali ed informali nei pubs di Armagh. E nel ricchissimo menù la ciliegina sulla torta è stato senz’altro l’attesissimo duo del piper Paddy Keenan e del violinista Paddy Glackin, duo che rappresenta davvero una porzione della storia della riscoperta del folk irlandese.

IMG_0541
LUIGI LAI

Per chi come chi scrive ha consumato sul piatto del giradischi quel “Paddy & Paddy” del 1979 targato Tara Records è stata davvero una grande emozione ascoltare dal vivo questa coppia di straordinari ricercatori e musicisti; dicevano che da parecchi anni non suonavano assieme, ma la magia è scattata subito ed il pubblico li ha onorati come si conviene con una grande e lungo applauso. Del resto che dire? Che i Lunasa con la Uilleann Pipes di Cillian Vallely ed il flauto (e la simpatia) di Kevin Crawford hanno ancora confermato di essere il gruppo più interessante del panorama folk irlandese degli ultimi anni? Che l’ottuagenario Luigi Lai ha stupito i presenti con i suoni ed i ritmi della musica sarda oltre che con la sua respirazione circolare?

IMG_0656
ANNA RYNEFORS

Che Giorki Makris e Ivan Georgiev hanno duettato improvvisando con un evidente piacere e divertimento nel suonare assieme, che poi è l’essenza della musica tradizionale? Qui ci sarebbe da scrivere lungamente per raccontarvi le emozioni i questo straordinario festival ed allora, senza esagerare,  vi segnalo la suggestiva tradizione nordica portata ad Armagh dal duo svedese DrÅm (nickelharpa e cornamusa per Anna Rynefors e cornamusa medioevale per Erik – Ask Upmark) oppure il gruppo scozzese (sette cd all’attivo) Daimh con la bagpipe di Angus MacKenzie e la voce di Ellen MacDonald ed ancora il progetto “Ulaid” di John McSherry con il violinista Donal O’Connor ed il chitarrista Sean Og Graham con graditissima ospite la straordinaria cantante e flautista Roghnach Connolly; e ci dimentichiamo del quartetto di cornamuse tutto al femminile di Sile Freil, Sinead Lennon, Louise Mulcahy e Mary Mitchell Ingoldsen o del canto gaelico proposto dal quartetto vocale accompagnato dalla chitarra di Ross Martin (credo fossero Maeve McKinnon, Joy Dunlop, Sile Denvir ed Ellen MacDonald)? No di certo che non ce li dimentichiamo, come non dimenticheremo l’apertura e la chiusura del festival, i “sette samurai delle pipes” che hanno dato il benvenuto alle due serate al teatro e il super gruppo che lo ha chiuso, i Lunasa con “ospiti” del calibro di Paddy Keenan, Niall Valley, John McSherry e Donald O’Connor, che ha suonato “Kesh Jig” uno dei cavalli di battaglia della storica Bothy Band, lo voglio affettusamente pensare un omaggio a Liam O’Flynn, Mícheál Ó Súilleabháin e ad Alec Finn, ed anche Michale O’Domhnaill (della Bothy Band scomparso anni or sono e mai dimenticato), quattro eroi del folk irlandese che ci hanno lasciato troppo presto.

Grande edizione del Festival, la mia valigia per la 26° edizione è già pronta. E la vostra?

Annunci