DALLA PICCIONAIA: THE COHEN UNDERGROUND 2018 2019

DALLA PICCIONAIA: THE COHEN UNDERGROUND 2018 2019

DALLA PICCIONAIA: THE COHEN UNDERGROUND 2018 2019

di Alessandro Nobis

underground 18 19A seguito della bella e partecipata performance di Federico Mosconi e di Francis M. Gri della passata stagione, appuntamento che per l’occasione avevamo chiamato “Cohen Underground”, ho pensato di proporre ad Elena Castagnoli, la coraggiosa, caparbia e preparata titolare del Cohen tre serate per allargare lo spettro delle proposte del Jazz Club 2018 – 2019 di cui mi occupo; tre performance che pur essendo incluse nella programmazione jazz ho ritenuto opportuno differenziare ed inserirle in una piccola sotto-rassegna mantenendo il nome di “The Cohen Underground”.

A Verona sappiamo bene che la musica contemporanea, i reading, la sperimentazione musicale in una parola ciò che rappresentano le avanguardie sono pressoché bandite, e – tra l’altro – basta leggere la programmazione degli ultimi Verona Jazz per rendersene conto; solo la purtroppo breve  kermesse della lodevolissima “Verona Risuona” e qualche sporadico evento spesso privato riescono per qualche ora a rompere questo autentico muro del disinteresse favorito da coloro che istituzionalmente avrebbero invece il compito di promuovere e supportare. “Non ci sono soldi”, “Non viene nessuno”, “cos’è ‘sta roba qua?” sono le risposte che danni arrivano dal “Palazzo”; più opportuno navigare in acque sicure, garantendo una “certa” affluenza di pubblico senza rischiare troppo voli pindarici e critiche negative dei media, soprattutto locali. Mantenere vivo l’interesse, finanziare progetti, provocare la curiosità dei giovani ma più in generale del pubblico è a mio parere obbligo morale e culturale se si vuole che artisti, performer ed autori possano proseguire i loro cammini di ricerca. Insomma le forme d’arte musicale che ascoltiamo oggi sono sempre il frutto di movimenti avanguardistici che hanno operato ed ancora sono attivi e che in qualche caso dopo una fase di esplorazione e sperimentazione, si trasformano in rami culturali consolidati se non addirittura in mainstream.

Questo è quanto e così “noi del Cohen”, e voglio usare indebitamente il plurale, abbiamo pensato ad una sezione “Underground” con tre sorprese, tre proposte molto diverse tra loro che speriamo trovino il gradimento del pubblico più attento.

Ecco il calendario.

– Si inizia domenica 25 novembre con una performance di violoncello solo di Leonardo Sapere dei Solisti Italiani ed ammirato nel locale di Via Scarsellini con il trio “Tango x 3”; difficile dire che cosa proporrà il violoncellista argentino, ma conoscendo un poco i suoi interessi musicali, sarà un memorabile viaggio tra l’improvvisazione, la musica classica e chissà cos’altro. Per gli assetati di musica serata imperdibile.

– Il secondo appuntamento, domenica 9 dicembre, è con una delle più importanti avanguardie letterarie americane del secolo scorso, la Beat Generation, ed in particolari con uno dei suoi padri fondatori, Jack Kerouac; Mauro Dal Fior, sempre a suo agio con questo repertorio, leggerà alcuni passi di “Big Sur”, ed il pianista mantovano Giulio Stermieri con il suo Fender Rhodes avrà il compito di far rivivere quel momento storico improvvisando con il piano elettrico e prendendo spunto da brani coevi a Kerouac vicino ad altri più vicini al nostro tempo.

– L’ultimo “Underground”, domenica 27 gennaio, sarà dedicato alla musica improvvisata ed avrà come “instant performer” il chitarrista Roberto Zorzi: profondo conoscitore dei movimenti improvvisativi europei e di oltreoceano, ha dedicato la sua vita di musicista allo studio ed alla pratica dell’improvvisazione – soprattutto non idiomatica – sia in veste solista che in piccoli combos come testimoniano le collaborazioni con i più importanti esponenti di questo movimento radicale e sue notevoli registrazioni apprezzate dalla critica specializzata.