GERRY O’CONNOR “Last Night’s Dream”

Lughnasa Music. CD, 2018

di Alessandro Nobis

Originario della Contea di Louth e, nella migliore tradizione irlandese, appartenente ad una famiglia di musicisti (il padre Peter era un cantante ed il figlio Donal anche lui è violinista), Gerry O’Connor ha pubblicato recentissimamente questo bellissimo lavoro dedicato al repertorio per  violino irlandese; di Gerry O’Connor ho personalmente splendidi ricordi dei concerti che con i La Lùgh, il gruppo con la straordinaria cantante (e moglie) Eithne Ni Uallachain, tenne nel veronese nel ’96 e nel ‘97, in particolare quello – il primo – in una sala di un hotel di Boscochiesanuova. Gruppo dalle grandissime potenzialità che la tragedia che colpì Eithne costrinse allo scioglimento, con il loro primo disco eponimo del 1991 lasciarono uno dei più fugidi esempi di recupero della tradizione irlandese; contemporaneamente O’Connor trovò il tempo di registrare quattro allbum con gli Skylark parallelamente ad una attività solistica piuttosto intensa.Last-Nights-Joy

Questo “Last Night’s Dreams”, è bellissimo, al di la della bravura e dell’espressività del violinista di Dundalk: in esso troviamo quello che ogni musicista che si proclami “tradizionale” penso debba includere nella sua “missione”, ovvero portare avanti il ricordo delle vecchie generazioni suonando con personalità e con arrangiamenti attuali le composizioni di autori considerati “portatori” originali. John McManus della Contea di Fermanagh, Sean McGuire ed ancora Johnny Lauoghran ad esempio, o lo stesso babbo di Eiyhne Ni Uallachain, Padraig per fare qualche esempio, autori – raccoglitori di brani che Gerry O’Connor ha riarrangiato facendosi accompagnare da musicisti tra i quali il fisarmonicista Mairtin O’Connor o il bravissimo figlio di Gerry, Donal, violinista e pianista (vi segnalo la tune “Old Dash Churn”, due violini e la chitarra di Séamie O’Dowd).

Insomma qui ci sono quarantasei minuti della più pura tradizione irlandese, godeteveli  anzi godiamoceli tutti.

 

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