TOLGA DURING OTTOMANI “Gelibolu”

Visage Records. CD 2018

di Alessandro Nobis

Si è consolidata in Italia una corrente di “pensiero” musicale che abbina strumenti e suoni  appartenenti a diverse culture a nuove scritture che descrivono ambientazioni musicali dove convivono perfettamente idiomi diversi; mi vengono in mente i New Landscapes ed il quartetto di Elias Nardi, ai quali si aggiungo questo smagliante ensemble guidato dal chitarrista e compositore fiorentino d’adozione Tolga During. ottomaniIl progetto simpaticamente di chiama “Ottomani” non solo perché è appunto formato da quattro musicisti (con lui ci sono Francesco Ganassin al clarinetto – basso -, Giuseppe Dimonte al contrabbasso e Andrea Piccioni con i suoi tamburi a cornice) ma perché chiaramente guarda ad est, nel vicino oriente anatolico e si muove come dicevo su territori immaginari con due punti cardinali, il Levante ed il Ponente. Levante per le sonorità, i tamburi a cornice, il clarinetto basso che suona come quello tipico della tradizione del vicino oriente greco – anatolico, la chitarra che a tratti suona come un liuto arabo, e la musica afroamericana occidentale nella struttura dei brani, dove gli assoli si innestano nei tempi alla perfezione: come in “Modimo” che chiude il disco e che mi sembra paradigmatico di “Gelibolu”, apertura di contrabbasso, chitarra che detta il tema puntualizzato dai tamburi a cornice, efficace solo di clarinetto basso con tanto di sovracuti, riproposta del tema dal clarinetto e dalla chitarra, solo di chitarra (oud) e conclusione.

Musica di rara bellezza, a mio avviso, che va ad arricchire il già prestigioso catalogo della Visage che intelligentemente guarda al panorama della miglior musica d’autore italiana di estrazione tradzionale come le produzioni di Banditaliana, Elias Nardi (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/03/14/akte-akte/), Maurizio Geri (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/03/03/maurizio-geri-perle-dappennino/) o il duo Bottasso.

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