OFFICINA ZOE’ “Incontri live”

KURUMUNY 2CD, 2018

di Alessandro Nobis

Ad un anno di distanza dal precedente ottimo “Live in India” (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/06/06/officina-zoe-live-in-india/), Officina Zoè pubblica un doppio lavoro per la Kurumuny, una raccolta di brani registrati dal vivo dal 2001 al 2015, quindici anni di storia di questo straordinario gruppo pugliese durante i quali ha avuto la avuto l’occasione di dividere il palco e di entrare in perfetta sintonia con alcuni dei musicisti più prestigiosi del mondo della musica tradizionale e di quella afroamericana; una sintonia costruita sulla potenza del suono, sulla ricerca e riproposizione, sull’affiatamento e sulla credibilità costruita nel tempo, una sintonia dove Asia, Africa, Europa ed America si incontrano con suoni, voci, melodie, strumenti che fanno di questi due CD una grande festa di “World Music” nella sua più profonda accezione.

Ci sono Mamani Keita dal Burkina Faso, l’Egitto di Mazaher e la Turchia Meccan Dede, ma naturalmente poi ogni gaudente fruitore di questi “Incontri” sceglie i suoi eroi preferiti, pertanto io vi segnalo i due brani (soprattutto il significativo spiritual “By the river of Babylon” che chiude il secondo CD con il maliano Baba Sissoko ed il jazzista Famoudou Don Moye (il batterista dell‘AEOC, quello più vicino alle origini della music afroamericana), quelli con la cantante lappone Mari Boine Persen (splendido il tradizionale “Gilvve Gollat”) che duetta con il violino di Giorgio Doveri ed infine le voci ancestrali e gli archi e di Hosoo & Transmongolia in “Hartai Sarlag” che magicamente duettano con i suoni ed il vocalizzo mediterraneo.

Felici “Incontri” davvero, ed anche felici ascolti.

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