Riccardo FRATTINI e Gabriele BOLCATO “Lost Town: chi ha ucciso il jazz?”

Transfinito Edizioni. Volume + CD. 180 pagine. 2018.

di Alessandro Nobis

Vittorio è un giovane studente bolognese appassionato più di jazz che di giurisprudenza, più della musica di Chet Baker che di Procedura Penale. Ha studiato al Conservatorio la musica del grande musicista americano, e la sera suona nei club fino a quando un bel giorno di maggio lascia Bologna per recarsi in Olanda dove a Laren, non distante da Amsterdam, il suo idolo terrà un concerto il giorno 13 (parliamo dell’anno 1988) con il sassofonista Archie Shepp: la perfetta ed unica occasione per avvicinare il trombettista al quale Vittorio aveva in mente di regalare una sua composizione, “Levante”, il brano che apre il Cd allegato a a “Lost Town”. Due stili, quello cool di Baker e quello più legato al free di Shepp, a confronto e previste, anzi attese, scintille musicale che da illuminare a giorno la notte olandese; ma quella sera il concerto non si terrà, il corpo di Chet Baker verrà trovato invece steso sul marciapiede davanti al Prince Hendrik, l’albergo dove aveva preso in affitto una camera.image.png

“Lost Town: chi ha ucciso il jazz?” da pochi mesi pubblicato, è la cronaca di un evento mai avvenuto attorno al quale Vittorio ci racconta non solo si sé stesso, delle poche ore trascorse ad Amsterdam ma anche della vita di Chet e del jazz, di quello suonato nei club e di quello di Miles Davis, è la cronaca del tentativo di ricostruire gli eventi che portarono alla misteriosa sparizione di alcuni nastri registrati e pronti per essere pubblicati che si trovavano nella camera di Baker. Di più non posso dire … Più storie che si incontrano e che si sovrappongono raccontate in modo avvincente e fluido, un volume che si fa leggere tutto di un fiato e che fa tristemente ripensare alle vicende umane attraversate da quello straordinario strumentista-cantante dalla vita tormentata oltre ogni possibile immaginazione ma straordinariamente illuminata da una musica bellissima, cristallina e così apparentemente lontana dalla vicenda umana.

Allegato al volume un CD con undici tracce originali e naturalmente ispirate dal lavoro di Chet Baker e dal disco “Chettin’” di Bolcato nel quale il trombettista nel 2013 ripercorse la carriera artistica di Baker fissandone alcuni punti. Da queste Silvano Mastromatteo – pianista che suona nel quartetto di Bolcato assieme a Nicola Monti al contrabbasso e Davide Leonardi alla batteria – ha tratto e quindi sviluppato alcuni spunti creando “Lost Town”. Percorso di scrittura musicale piuttosto inusuale, siamo naturalmente nell’alveo del mainstream, che ha prodotto un jazz godibilissimo che si fa ascoltare con attenzione sia che lo si faccia indipendentemente o accompagnando la lettura del volume; naturalmente a mio avviso, vista la qualità della musica, consiglio a tutti entrambi gli approcci.

A Verona il volume è reperibile presso la libreria Pagina Dodici di Corte Sgarzerie, a due passi da Piazza Erbe.

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