DALLA PICCIONAIA: LIAM OG Ó FLOINN (15 aprile 1945 – 14 marzo 2018)

di Alessandro Nobis

Ho imparato bene le basi della notazione musicale, ma non ho mai trovato agevole suonare e contemporaneamente  guardare uno spartito. La musica popolare arriva dalla tradizione, la impari con il cuore” (1)

Sarà il DNA, sarà il clima o sarà l’ambiente, saranno l’amore e la passione verso le proprie radici, sta di fatto che in Irlanda non si possono contare le famiglie che da generazioni tramandano al loro interno arie, canzoni e storie in una parola la cultura tradizionale nelle sue più segrete sfaccettature. E’ un’autentica missione interiore dalla quale si viene investiti alla nascita e grazie alla quale cultori ed appassionati sparsi in tutti i continenti hanno potuto nei decenni apprezzare – e continuano a farlo – questo scrigno straordinariamente ricco .

E’ stato così anche per Liam Og Ó Floinn (a.k.a. Liam O’Flynn) piper originario di An Nás (Kill) nella Contea di Kildare (2), inopinatamente scomparso il 14 marzo di questo 2018 all’età di 72 anni. Con Finbad Furey (1946), Paddy Moloney (1938), Paddy Keenan (1950) e John Brian Valley (1941) – e di sicuro me sono scordato qualcuno – faceva parte di quella generazione di pipers che moltissimo hanno fatto e continuano a fare sia dal punto di vista divulgativo e didattico che da quello concertistico.

Figlio di musicisti (il padre era anche lui Liam, violinista e la madre cantava e suonava il pianoforte) e cresciuto quindi a contatto con le sue radici che non avrebbe mai abbandonato, divenne prima “per dinastia” violinista e poi si convertì alle uilleann pipes da Tom Armstrong; già undicenne Liam entrò a far parte del cerchio magico del grande Leo Rowsome – che più tardi gli costruì un prezioso set di cornamusa – grazie alle indicazioni del suo primo maestro, ed il suo stile e la sopraffina e pulitissima tecnica vennero influenzati anche dall’incontro con Seamus Ennis e Willie Clancy, che letteralmente salvarono dall’estinzione questo strumento. (3)

Planxty
Planxty: Christy Moore, Donal Lunny, Andy Irvine e Liam O’Flynn

Noi del “continente” lo abbiamo conosciuto ed apprezzato soprattutto a partire dal ’72 quando assieme altri musicisti fondò i Planxty, che indicarono in modo chiarissimo una nuova via alla scoperta ed alla rivalorizzazione della tradizione musicale; un quartetto che ebbe da un lato il merito di far conoscere la musica irlandese al pubblico più attento facendola diventare in seguito quasi un fenomeno di massa, con arrangiamenti innovatori rispetto ad esempio ai più ortodossi  Chieftains (strumenti a plettro, innesti di musiche balcaniche grazie ad Andy Irvine) e dall’altro quello di aver indirizzato generazioni di musicisti in tutto il continente allo studio delle proprie tradizioni musicali.

Al termine dell’”avventura Planxty” intraprese una carriera solista incidendo pochi ma significativi album come quello in collaborazione con Shaun Davey, o quello inciso in completa solitudine per la Celtic Music, rimanendo un faro dell’Irish Music e godendo sempre di un assoluto rispetto e gratitudine da parte dei giovani musicisti irlandesi. In Italia venne a suonare poco frequentemente, mi sembra con i Planxty nel 1980, con Michel O’Domhnaill e Rod McVey nel ’97 e da solo nel ’93.

Rimangono il ricordo di una persona dalla squisita gentilezza e dall’altrettanta riservatezza e la sua musica, purissima, eredità che ha lasciato ai pipers irlandesi di questa e delle future generazioni.

Parafrasando il titolo di un disco di Seamus Ennis, “Pure Drops of Irish Music”.

R.I.P. Liam Og Ó Floinn from An Nás.

Se non conoscete la sua musica ecco alcune indicazioni:

Planxty: quasiasi cosa abbiano inciso….

Liam O’Flynn: “The fine art of Piping”, 1989 – “The Given Note”, 1995 – “Fire Aflame”. 1992 (Con Sean Keane ed Arty McGlynn) – “The Brendan Voyage”, 1980 (con Shaun Davey)

(1). Harper, Colin & McSherry, John “The wheels of the road: 300 years of Irish Uillean Pipers”. JAWBONE PRESS, 2015.  (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/02/09/colin-harper-john-mcsherry-the-wheels-of-the-world/)

(2). Vallely, Fintan: “Companion to Irish Traditional Music”. Cork University Press, 2011. (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/01/15/fintan-vallely-companion-to-irish-traditional-music/)

(3). Un’intervista / articolo a O’Flynn lo potete leggere qui: http://www.taramusic.com/features/lofpipes.htm

 

 

 

 

Annunci