ANNA VENTIMIGLIA “Panuya”

ANNA VENTIMIGLIA “Panuya”

ANNA VENTIMIGLIA “Panuya”

DODICILUNE Records CD, 2017

di Alessandro Nobis

Nel catalogo della salentina Dodicilune uno spazio è da sempre riservato alle “nostre” donne in jazz. Ricordo tre titoli dei quali vi ho parlato: il tributo a Billie Holiday (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2015/12/27/aa-vv-hunger-and-love-billie-holiday-1915-2015/), il recente lavoro di Tiziana Ghiglioni (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2018/01/06/ghiglioni-potts-lenoci-no-baby/) o quello di Chiara Papa (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2017/07/08/chiara-papa-donne%E2%80%A8/), ed ora questo “Panuya” della flautista, compositrice e cantante siciliana Anna Ventimiglia, qui con un eccellente quartetto del quale fanno parte il sassofonista Bruno Morello, il valente pianista Giuseppe Finocchiaro (di lui segnalo “Prospectus”, https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/07/09/giuseppe-finocchiaro-prospectus/),  il contrabbassista Fabrizio Scalzo ed il batterista Pucci Nicosia.

Tecnica di primordine e sempre misurata, “groove” perfetto, gran gusto e misura nei soli e negli abbellimenti, l’amore per la musica brasiliana ed una solida preparazione fatta anche di frequentazioni a largo spettro come quelle con Giovanna Marini, Franco D’Andrea, Giancarlo Schiaffini e Keith Tippett ovvero dal canto colto e popolare al miglior jazz europeo legato al free ed al maistream. Questo si può leggere dall’ascolto di questo bel “Panuya”, la dedica al Brasile del brano eponimo, la libertà in “Etnande”, le composizioni mainstream di “11 novembre 2011” con l’intro al sax soprano di Bruno Morello che ne scrive lo spartito, la leggerezza le tema di “Twenty Miles Away” con i significativi soli di Giuseppe Finocchiaro e di Pucci Nicosia “alle spazzole” oltre che del prezioso e sempre inappuntabile flauto di Anna Ventimiglia.

Piacevolissimo e come si dice, “denso di contenuti”.

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