DALLA PICCIONAIA “The Storytellers”, Live at Cohen Verona, 18 gennaio 018

DALLA PICCIONAIA “The Storytellers”, Live at Cohen Verona, 18 gennaio 018

DALLA PICCIONAIA The Storytellers, Cohen Verona, 18 gennaio 2018

di Alessandro Nobis (foto di Nicola C. Salerno)

Mi hanno confessato a fine concerto che era la seconda volta che suonavano insieme.

Ora, i casi sono due: o hanno mentito sapendo di farlo oppure la scintilla che raramente scocca sin da subito tra musicisti è stata ben luminosa ed ha fatto in modo che il concerto visto al Jazz Club del Cohen lo scorso giovedì sia stato uno dei più avvincenti ed interessanti visti negli ultimi tempi, almeno da scrive, in ambito jazz. A parte la struttura del trio e la fine tecnica (Paolo Bacchetta alla chitarra, Zeno De Rossi alla batteria e Giulio Stermieri all’organo) quello che mi ha maggiormente colpito è stata la capacità per tutti gli ottanta minuti del concerto – consumati in un attimo, altro segnale della bontà del progetto – di suonare “veramente” insieme, come se il trio fosse un unicum dove ogni sua parte dà il suo apporto con grande rispetto verso la personalità degli altri.

Temi, dialoghi, conoscenza profonda del linguaggio comune, improvvisazione e assoli sempre misurati, jazz non sempre facile ma che è piaciuto parecchio al pubblico sia dei jazzofili più legati al jazz classico che a quelli più esigenti dal palato fino; un audience attenta che ha saputo apprezzare le dilatazione dei temi di Bacchetta e di De Rossi ed il grande rispetto che il trio ha avuto per due autori / musicisti tra quelli che più hanno ispirato ed influenzato in fase compositiva ed esecutiva la loro musica, ovvero Bill Frisell (il concerto si è aperto con “Blues Dream”) e Paul Motian, del quale hanno eseguito – meglio interpretato – ben cinque composizioni (“White magic”, “Dance”, “Once Around the Park”, “Circle Dance” ed il calypso “Mandevilel” che ha chiuso il bel concerto). Bravi, sarà stata anche la seconda volta che suonavano insieme (forse) ma a questo punto la registrazione di un disco è la parola d’ordine: magari presentarlo al Cohen……… che ne dite, “Storytellers”?