SERGIO ARMAROLI 5et with BILLY LESTER “To play Standard(s) Amnesia”

DODICILUNE RECORDS. CD Ed384, 2017

di Alessandro Nobis

Alcuni jazzisti – pochi per la verità – con posizioni diciamo così “leggermente radicali” sostengono l’inutilità di suonare standards in quanto il confronto con gli originali sarebbe per loro sempre perdente; insomma, perché insistere a suonare “My favourite things” se già l’ha suonata tale John Coltrane? Fortunatamente la stragrande maggioranza dei musicisti e degli appassionati di musica afroamericana la pensa diversamente, e tra questi ci sono anche il vibrafonista Sergio Armaroli che con questo “To play Standard(s) Amnesia” propone una lettura di dieci brani ispirandosi dichiaratamente alle sonorità che si possono definire cameristiche tipiche di Sal Mosca e di Lennie Tristano e del, aggiungo io, del Modern Jazz Quartet senza – badate bene – affrontare nessuno degli spartiti di questi musicisti. E, visto che il pianista ospite del disco è Billy Lester ovvero uno degli strumentisti considerati più vicino al jazz di Tristano, la scelta di Armaroli appare ancor più indovinata ed originale, dando non solamente una veste diversa, forse più “austera” a brani come “Autumn Leaves”, “All the things you are” o “Body and Soul” ma anche offrendo a Billy Lester l’occasione di registrare in studio, vista la sua scelta decennale di dedicarsi all’insegnamento (percorso seguito anche da un altro pianista, Barry Harris) in quel di Jonkers, la sua città natale nello stato di New York. music-5Magari generazioni di giovani pianisti hanno avuto la fortuna di avere un maestro così importante, ma il pubblico dei jazzofili ha nel frattempo perso l’opportunità di seguite un così talentuoso e raffinato pianista nella sua evoluzione stilistica; quindi complimenti ad Arcaroli ed alla Dodicilune per avere riportato alla luce di noi mortali Billy Lester che qui, con il sassofonista Claudio Guida, il batterista Nicola Stranieri ed il contrabbassista Marcello Testa e naturalmente con Sergio Armaroli regala un’ora di jazz di grande scuola, godibilissimo sia ad un ascolto superficiale che ad uno profondo; la ritmica suona in perfetto accordo con Lester, il resto lo fanno gli spunti e gli assoli del vibrafono e del sassofono, e tra gli spunti migliori segnalo i duetti piano – vibrafono (i cento secondi dell’intro di “Autumn Leaves” ad esempio). Un quintetto da assaporare dal vivo, chissà…..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...