ANDY IRVINE “Usher’s Island”

ANDY IRVINE “Usher’s Island”

ANDY IRVINE “Usher’s Island”

USHERSISLAND, CD, 2017

di Alessandro Nobis

Se c’è un musicista che ha segnato in modo profondo il movimento del folk revival irlandese questo è certamente Andy Irvine; il suo viaggio nell’Europa Orientale, una volta lasciati gli Sweeney’s Men, gli ha consentito di conoscere ed assimilare ritmi, timbri sonori, strumenti delle tradizioni balcaniche che gli hanno permesso, una volta ritornato in Irlanda, di inserire nuova linfa e nuove idee davvero seminali nel progetto comune di recupero del folk con gli altri tre eroi: Liam O’Flynn, Christy Moore e Donal Lunny, in una parola i Planxty. Nello stesso anno in cui a Dublino si è celebrato con un annunciatissimo sold-out il quarantennale disco registrato con Paul Brady esce questo nuovo capitolo della sua preziosa discografia, “Usher’s Island” in compagnia nientemeno che del suo pard Donal Lunny, di Mike McGoldrick (flauti, componente dei Lunasa), Paddy Glackin (violino, Bothy Band) e John Doyle (chitarra e voce, Solas). Un super quintetto stellare che non delude le attese e sfodera una repertorio che se da una lato ha il DNA di Irvine (e Lunny) dall’altro offre a chi ascolta un amalgama ed un suono così raffinato e potente che solo vecchi leoni sanno produrre: “Ben Phaodin”, una canzone raccolta nel Connemara e già nel repertorio degli immortali Planxty, “Felix The Soldier” scovata da Jeff Davis nel New England che riguarda la guerra Franco – Indiana del 1759 , l’hornpipe omaggio a due leggende della tradziona irlandese, il piper Willie Clancy (ed il violinista Sean Keane) e “Cairndasy” (racconta di un immigrante irlandese che combatte nella guerra Ispanico – Americana del 1898) sono solo alcuni momenti di questo lavoro che nessun “adepto” della musica irlandese deve lasciarsi sfuggire.

S-T-R-E-P-I-T-O-S-O e, per me, ad oggi disco dell’anno per la sua categoria. Qualcuno mi smentisca.

 

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