OREGON “Lantern”

CAM JAZZ, CD, 2017

di Alessandro Nobis

Considerando l’album di esordio “Our First Record” registrato nel 1970 pubblicato però dieci anni più tardi, questo “Lantern” è il trentesimo della discografia di questo originale ed innovativo quartetto americano, da sempre alla ricerca del perfetto amalgama tra musica contemporanea, jazz e suoni legati alle più diverse tradizioni musicali. Una band che nasce dal Paul Winter Consort con in formazione lo straordinario percussionista Collin Walcott, la chitarra ed il pianoforte di Ralph Towner, il contrabbasso di Glenn Moore e le ance di Paul McCandless; la via musicale tracciata all’inizio si è mantenuta sempre con la “barra a dritta” nonostante la grave perdita bel 1984, in un incidente stradale in Germania Est, di Walcott sostituito da un altro eccellente percussionista – batterista, Trilok Gurtu, bravissimo a dare un importante contributo al suono degli Oregon il cui suono prende una direzione più vicina al jazz pur mantenendo le caratteristiche progettuali iniziali. ORegon-Lantern-CAMJAZZ-2017Dal ’96 entra a far parte del gruppo Mark Walker e di recente l’abbandono di Glenn Moore dà l’occasione al contrabbassista jazz italiano Paolino Dalla Porta di far parte di questo inimitabile quartetto che a quaranta anni dalla sua costituzione conta un consistente numero di estimatori. In “Lantern” la struttura dei brani, gli arrangiamenti, il suono acustico d’insieme si sono spostati ancor sul versante jazzistico anche se è ancora possibile, riascoltando vecchi capolavori come “Winter Light” tracciare analogie e parallelismi con il suono dei periodi “Vanguard” ed “ECM”, se non altro per la struttura dei brani dei quali sei (su dieci) escono dalla penna di Ralph Towner ed il brano eponimo è un brano improvvisato dal gruppo, un’altra caratteristica degli Oregon.

Notevole l’arrangiamento dello spiritual “The Water is Wide” che chiude l’album così come la bella scrittura di Dalla Porta “Aeolian Tale” aperta dal duetto chitarra – contrabbasso e che poi ci regala verso la metà del brano un “solo” molto lirico del contrabbasso.

Un bel disco, la “Oregon Legacy” funziona benone, ancora oggi. Meno male.

Annunci