QUERCUS “Nightfall”

QUERCUS “Nightfall”

QUERCUS “Nightfall”

ECM RECORDS 2522 CD, 2017

di Alessandro Nobis

“Quercus” è un progetto giunto al suo secondo episodio prodotto da Manfred Eicher che vede come protagonisti la cantante June Tabor, il sassofonista Iain Ballamy ed il pianista Huw Warren, inglesi. Lo so, tendo ad esagerare, ma questo lavoro riesce nella difficile impresa di coniugare la ballata popolare, il jazz e la musica contemporanea e lo ritengo pertanto uno dei lavori meglio riusciti dell’etichetta di Monaco di Baviera di questi anni.

Tra tutte le interpreti della folk inglese – cito a memoria Sandy Denny, Maddy Prior, Jacquie McShee e ci metto anche Shirley e Dolly Collins – June Tabor è quella che soprattutto negli ultimi anni si è distinta per progetti, mi si perdoni il termine quasi da “Third Stream”, per usare un termine jazzistico: non filologicamente folk, non propriamente classico contemporaneo, una terza via insomma nella quale a mio avviso la musica di Quercus ci rientra appieno. Con due musicisti come Iain Bellamy e Huw Warren, completamente fuori dal giro della tradizione ma aperti a qualsiasi universo musicale, l’alchimia è perfetta, ed ecco che il repertorio popolare splende di una calda ed illuminante luce propria. Accade allora che “Auld Lang Syne”, melodia scozzese con testo di Robert Burns, “Once I Loved You Dear” o il canto narrativo “On Berrow Sands” (le forti maree del Canale di Bristol con i gabbiano che incarnano le anime dei pescatori e marinai annegati) e “The Cuckoo” raccolta dalla stessa Tabor da una gitana nel Dorset diventano canzoni senza tempo magnificamente decontestualizzate dal folk, che la dylaniana “Don’t think twice it’s alright” con il pianismo di Bellamy e la delicata voce di June Tabor si muta in una ballad dal sapore jazz (il fraseggio del pianoforte ed il lirismo del tenore) ed i due strumentali (“Christchurch” di Warren e “Emmeline” di Ballamy”) si innestano alla perfezione in questo “Nightfall”.

Se siete seguaci – ma non troppo ortodossi –  della setta ECM e non conoscevate la Tabor, fate un paio di salti indietro nel tempo e procuratevi “Silly Sisters” (1976) con Maddy Prior e “A Cut Above” (1980) con il chitarrista acustico Martin Simpson: vi si manifesterà un altro mondo. Parallelo.

 

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