IL DIAPASON INTERVISTA LORENZ ZADRO

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IL DIAPASON BLOG INTERVISTA LORENZ ZADRO

Raccolta da Alessandro Nobis

E’ stato definito nei dettagli il programma dell’ottava edizione del “raduno nazionale Blues Made In Italy” che si terrà quest’anno sabato 7 ottobre nell’area espositiva di Cerea, nella bassa veronese, facilmente raggiungibile grazie alla statale 434. Si tratta della più importante kermesse dedicata al blues, punto di incontro tra musicisti, appassionati, giornalisti ed autori che se ne occupano. Ho pensato bene quindi di incontrare Lorenz Zadro, prima di tutto chitarrista e profondo conoscitore del blues e anche ideatore ed organizzatore della manifestazione. 

  • Prima di parlare dell’edizione 2017, vuoi fare un bilancio della precedente?

Ciao Alessandro, grazie innanzitutto per la Tua attenzione e per questo spazio dedicato. In termini qualitativi e quantitativi non posso che essere felice per gli sviluppi della manifestazione. Dal 2010 si è dimostrato un percorso in costante crescita, così ogni nuova edizione ci mette a dura prova nell’impegno per un continuo miglioramento, cercando di non disattendere mai le aspettative del nostro affezionato pubblico. Nella precedente edizione si è parlato di un’intera giornata con 15 ore ininterrotte di musica su 3 palchi, con oltre 50 formazioni provenienti da tutta Italia (qualcuno anche dall’estero), un’area coperta con oltre 60 espositori divisi tra associazionismo, collezionismo e artigiani costruttori di strumenti musicali, tutti legati al mondo blues, 3 aree eno-gastronomiche con mescita di prodotti prevalentemente della tradizione locale e un pubblico appassionato proveniente da ogni angolo d’Italia (qualcuno anche da Francia e Svizzera), per un totale di quasi 5.000 visitatori nell’arco dell’intera giornata.

  • Come è nata l’idea di proporre una kermesse di blues a Cerea e, di riflesso, qual è la sua filosofia? La parola “raduno” suona come una chiamata alle armi per gli aficionados della musica afro-americana e quindi si mobilita l’Italia intera.

Il mondo web e social, con moltissimi vantaggi, ha permesso di accorciare le distanze, creando connessioni tra artisti, appassionati e realtà associative fino a qualche tempo prima davvero inimmaginabili, consentendoci l’opportunità di incrementare il potenziale divulgativo di Blues Made In Italy. L’idea conseguente è stata quella di “spegnere i pc” almeno per un giorno e ritrovarsi tutti assieme, sotto un unico tetto, per celebrare quello che è l’appuntamento “dal vivo” più importante organizzato dalla nostra associazione, diventato in poco tempo -inaspettatamente – atteso ed imperdibile per moltissime persone che lo considerano coralmente come un momento magico, da ricordare. Ad oggi è una vera e propria fiera, così come per ogni altro ambito lavorativo, dove è possibile rimanere aggiornati su nuove proposte artistiche e le novità di questo settore musicale.

  • Come mai la scelta di organizzarlo in un solo giorno anziché in un weekend?

L’evento è sorretto dal lavoro del direttivo associativo e circa una quindicina di altri fedeli collaboratori; così cerchiamo di concentrare le nostre energie in un’unica giornata per riuscire a dare del nostro meglio. Altro fattore è il lungo percorso di viaggio che devono affrontare molti visitatori della fiera; ciò permette che la giornata della domenica sia dedicata al viaggio di rientro. Ma attenzione: è vero che il raduno si svolge nella sola giornata di sabato, ma l’intero fine settimana è costellato di interessanti eventi nella bassa veronese. Si tratta di momenti musicali, nati grazie alla collaborazione con realtà locali, pensati per dare il benvenuto ai visitatori già a partire dal venerdì sera (in diversi bar e ristoranti) per finire poi con l’emozionante momento conviviale della domenica mattina, nel parco della villa-museo del pittore Charlie: appuntamento che suona come un “arrivederci al prossimo anno!”.

  • Anche se sei molto giovane, hai la situazione sotto controllo. Come si è evoluta la scena blues in Italia negli ultimi anni?

Il Blues fortunatamente in questi ultimi anni sta vivendo una nuova primavera! Tantissimi locali lo propongono nel cartellone delle programmazioni musicali, nell’ultimo periodo sono nati diversi festival dedicati e molti giovani cominciano ad avvicinarsi a questo genere, se non direttamente, magari per mezzo di contaminazioni della musica folk, roots e rock che ascoltano. Sicuramente un percorso meno studiato e filologico rispetto a quello del “primo periodo” del blues in Italia, ma comunque fortemente avvertibile.

  • Il programma anche quest’anno è quantitativamente e qualitativamente molto ricco. Quali gli appuntamenti di spicco?

Riterrei inopportuno fare un elenco che poi risulterebbe essere estremamente soggettivo e antipatico. Ti direi che i momenti di spicco sono sparsi nell’arco dell’intera giornata e non solo sul palco. Molti visitatori, per esempio, portano nel cuore emozioni legate a tanto desiderati incontri con vecchi amici e conoscenze dopo molti anni, altri ci ringraziano per aver avuto modo di assistere per la prima volta all’esibizione di un asso del blues italiano dopo averne sentito tanto parlare per molti anni ma non avendone mai avuto l’occasione in precedenza, altri – fortunati ragazzi delle scuole medie – che ancora oggi si ricordano di aver avuto modo di stringere la mano ad un “vero bluesman” (riferendosi a Fernando Jones, ospite della sesta edizione), per non parlare poi dei bellissimi momenti di condivisione tra gli artisti e il loro pubblico. Il programma è molto ricco, come si nota dal manifesto, ma ciò che conta è sicuramente quell’insieme di emozioni ed energie che si generano sopra, ma anche sotto e dietro il palco. E’ un raduno non solo da vedere ed ascoltare, ma anche da vivere!

  • Solo musica o anche altro, sempre in tematica blues?

Il palco dedicato alle esibizioni “unplugged” vedrà l’alternarsi di set musicali e momenti dedicati alla presentazione di pubblicazioni editoriali legati al Blues e micro-seminari da parte di liutai e artigiani costruttori di strumenti musicali. Quest’anno sarà presentato il libro fotografico “Tracce di Blues” di Gigi Montali, apprezzatissimo fotografo che da sempre viaggia intorno al mondo con una grande passione per la musica, specie se “Made in USA”; un esploratore poliedrico e ricco di esperienze dirette sul campo, in questo caso – nel Deep South degli Stati Uniti.

E’ una manifestazione autofinanziata o avete ricevuto aiuti da Enti Pubblici? C’è un biglietto d’ingresso cumulativo oppure ogni evento ha un biglietto specifico?

Domanda pungente. Il nostro potremo chiamarlo un raduno anti-crisi! L’accesso all’evento sarà come sempre gratuito. La manifestazione è completamente autofinanziata grazie al rinnovo del tesseramento dei tanti affezionati soci e all’interesse per i diversi gadget ogni anno prodotti dalla nostra associazione, unica via che ci permette di sostenere le ingenti spese per la realizzazione dell’evento. Non godiamo di alcun tipo finanziamento pubblico e, anzi, nonostante il patrocinio del Comune di Cerea, ogni anno paghiamo regolarmente l’affitto dell’area fieristica (aspetto che incide di molto sul bilancio associativo).

  • Come rimanere aggiornati sull’evento?

Per rimanere aggiornati sull’iniziativa c’è il sito www.bluesmadeinitaly.com e ancor di più una pagina Facebook costantemente aggiornata e molto attiva: www.facebook.com/bluesmadeinitalyfan. Su questi portali forniremo dettagliatamente tutte le informazioni per la partecipazione all’evento.

 

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