ANDREA CUBEDDU “Jumpin’ up and down”

ANDREA CUBEDDU “Jumpin’ up and down”

ANDREA CUBEDDU “Jumpin’ up and down”

Autoproduzione. CD, 2017

di Alessandro Nobis

Dopo l’esordio di Manuel Tavoni ecco un’altra opera prima di un bluesman italiano, Andrea Cubeddu; credo, anzi sono sicuro che Cubeddu sia il primo chitarrista blues proveniente dalla Sardegna che abbia mai ascoltato, forse sarà anche l’unico. Ma detto questo va ben specificato che come prima incisione – autoprodotta – Cubeddu coraggiosamente lascia da parte le rivisitazioni di brani che hanno fatto la storia della Musica del Diavolo preferendo invece cimentarsi nella composizione ed esecuzione di brani scritti di proprio pugno. E già questa sarebbe una motivazione più che sufficiente per avvicinarsi al chitarrista sardo, ma se aggiungiamo la qualità della sua tecnica quando suona la sua Resonator della Dean dal suono sempre affascinante ed ancestrale combinata la sua voce diventa necessario fare almeno un ascolto di questo “Jumpin’ up and down”, che poi so che riascolterete e riascolterete……

Nei testi in inglese si ritrovano quasi le stesse tematiche dei bluesmen anteguerra: l’abbandono forzato della propria casa e famiglia per ragioni economiche, la difficoltà di vivere in una città con ritmi quotidiani agli antipodi di quelli natali, le relazioni amorose difficili e tormentate, le stesse tematiche che Cubeddu ha dovuto affrontare trasferendosi dalla natìa Barbagia a Milano. Ma qualcosa rimane anche esteriormente delle proprie radici, ed ecco che in copertina il chitarrista appare travestito da “mamuthone” bianco con in braccio la maschera di caprone.

Gran bel lavoro: “I Sold My Soul to the Devil”, “Traveller Blues” e “Don’t Love me no more” sono i brani che ripetutamente ascoltato, ma tutto il lavoro è ampiamente “stellato” e consigliato. Ecco, lo volevo dire.

 a.cubeddu@gmail.com

 

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