MISSING IN ACTION: “La Festa C’è”. Verona,  Caserma Santa Marta 25 Aprile 2017

di Beppe Montresor. Foto: Courtesy of I.B.S.

E’ lo spirito complessivo di disponibilità alla collaborazione, di messa al bando, una volta tanto, di competitività e narcisismi, l’elemento che caratterizza e più ci piace di “La Festa c’è”, kermesse muzorzi.jpgsicale pomeridiana che anche quest’anno l’Istituto Storico della Resistenza ha organizzato per la celebrazione del 25 aprile alla Caserma Santa Marta. Spirito incarnato perfettamente da strumentisti di grande valore come il chitarrista Claudio Moro o il batterista Luca Pighi, che hanno messo generosamente il proprio talento a disposizione di cantautori e interpreti di diversa espressività. La Festa offre un po’ di tutto, a differenti livelli tecnici e professionali (ci sono musicisti “ a tempo pieno” o quasi ed altri che affrontano l’impegno più come un ‘piacere’ da concedersi una tantum in sintonia, appunto, con la generale rilassata atmosfera dell’occasione). E al di là appunto di diseguali capacità soprattutto dal punto di vista di consuetudine e padronanza scenica, tutti i partecipanti alla kermesse, dal primo all’ultimo, hanno saputo trasmettere lodevoli elementi di condivisione. Spicca sempre, naturalmente, la carismatica caratura assoluta di Deborah Kooperman, chitarrista/cantante di eccellenza tra classici tradizionali del folk angloamericano (“John Henry”, “The Cuckoo”) e il Dylan da brividi di “Tomorrow Is A Long Time” e soprattutto “Masters of War” (come faceva la Baez, Kooperman ‘taglia’ l’ultima strofa, quella più ‘cattiva’ con  i “signori della guerra”). Anche l’Acoustic Duo ( cui per l’occasione si è aggiunto Gianpaolo Zago alla batteria) e Giuliana Bergamaschi sono da tempo forze consolidate di punta sulla scena musicale cittadina. nicolis.jpgNicola Nicolis è l’emblema di un’indomabile coerenza ad un cantautorato di impegno civile tra antimilitarismo e spirito anarchico. Canzone d’autore di marca classica anche per Alberto Guerra, con reminiscenze non solo di De André ma anche da Vecchioni e Gaber. Margherita Zorzi e Andrea Fiorilli, separatamente e insieme, hanno significativamente omaggiato un Woody Guthrie non troppo conosciuto (“Jarama Valley”, sul sacrificio di volontari antifranchisti nella guerra di Spagna) e Leonard Cohen che rese celebre “The Partisan”. Annalisa Buzzola ha concentrato la sua attenzione su canzoni che, in tempi e luoghi diversi, trattavano il tema dell’emigrazione. Alessandra Torricelli ha portato la sua provenienza lirica sul disinvolto swing italiano anni ’30-40 di “Crapa pelada” e “In cerca di te”, e la Contrada Lorì ha concluso la Festa con la sua proverbiale vena coinvolgente e popolaresca scendendo dal palco per cantare e suonare fisicamente in mezzo al pubblico. Al contrario è salito più volte sul palco, a sorpresa, il polistrumentista e cantante Ottavio Giacopuzzi, imprevedibile “cane sciolto” dal branco in disamo dei Lupi della Stecca.

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