IL DIAPASON INTERVISTA ELENA CASTAGNOLI del “COHEN”

IL DIAPASON INTERVISTA ELENA CASTAGNOLI del “COHEN”

IL DIAPASON INTERVISTA ELENA CASTAGNOLI

Raccolta da Alessandro Nobis

Dalla chiusura, o meglio dal loro trasferimento fuori città, de “Il Posto” di Luciano Benini e de “La Fontana di Avesa” di Francesco Avesani rispettivamente a Illasi e San Pietro in Cariano, a Verona manca decisamente un locale in centro città con una valida e costante programmazione musicale – di ampio respiro.

Venerdì 7 aprile questa lacuna verrà colmata dal “Cohen” un ampio ed intrigante spazio in zona San Zeno, in Via Scarsellini. Proprietaria Elena Castagnoli, appassionata di musica e collaboratrice per Radio Popolare Verona dove conduce “Full Moon Fever”.

Il Diapason si è naturalmente attivato chiedendo ad Elena Castagnoli un incontro per avere la possibilità di rivolgerle alcune domande in merito al “Cohen”.

  • L’aggettivo che mi viene in mente è “coraggiosa”.

Coraggiosa lo prendo come un complimento. In realtà era diventata un’esigenza, dopo tanti anni di radio e di programmi musicali, renderli “vivi” e dare ai musicisti una casa anche nel cuore di Verona.

  • Il nome del locale fa riferimento a Leonard Cohen. Giusto?

Giusto. Quando stavo cercando il nome per questo progetto, è scomparso un poeta ed uno dei Maestri della canzone d’autore, mi è sembrato doveroso omaggiarlo nel mio piccolo.

  • Lo spazio che ho avuto la fortuna di vedere ha una disposizione che si può prestare a diverse soluzioni.

Sì, lo spazio si sviluppa su più livelli ed è di ampio respiro. Ricorda molto i pub irlandesi, che sono da sempre per me modello di ispirazione per gestione degli eventi musicali e della condivisione delle esperienze degli utenti.

  • Quale sarà l’impronta che intende dare al locale? Il nome “pub” si presta, in Italia, a diverse interpretazioni. Quindi non solamente concerti ……….

L’ispirazione è appunto irlandese, quindi ottima birra e cibo di qualità, la musica resta comunque al centro, sempre declinata in acustico.

  • Con che frequenza ha programmato gli appuntamenti? Ho dato uno sguardo al programma di Aprile e Maggio e mi sembra piuttosto intenso e differenziato.

Abbiamo cercato di programmare i primi due mesi con molta ricchezza e varietà. Artisti stranieri di livello, in collaborazione con Andrea Parodi di Pomodori Music, artisti veronesi di spessore, appuntamenti curati da Enrico de Angelis con i migliori cantautori del panorama italiano e concerti di musica Country e Blues, con la collaborazione rispettivamente di Countrymania e AZ Blues. Spazio anche per reading tra letteratura e poesia con Mauro Dal Fior e segnalo anche l’appuntamento di domenica 7 maggio con lo storytelling di Diego Alverà dedicato al periodo berlinese di David Bowie.

  • Di recente uno degli spazi del locale ha ospitato due “house concert”, Richard Shindell e Sid Griffin: quali sono state le sensazioni che ha ricevuto dalle persone presenti?

L’impressione è stata molto positiva, soprattutto per merito degli artisti, che ho avuto la fortuna di ospitare nella “cantina”, per due concerti in stile folk club, credo memorabili per chi ha potuto assistere.

  • Le serate con musica dal vivo saranno a pagamento oppure ad ingresso libero?

L’inaugurazione di venerdì 7 aprile sarà ad ingresso libero con un concerto di Levi Parham, talentuoso cantautore americano che sarà accompagnato da Alex Valle, chitarrista che solitamente accompagna Francesco De Gregori. Il concerto avrà inizio alle 21.30, l’inazugurazione sarà alle 19. I concerti che seguiranno, a partire dal 14 aprile, prevederanno l’ingresso con una consumazione obbligatoria che si pagherà all’ingresso del locale, omaggiata per chi dovesse prenotare la cena ed entrare prima delle 20.30

  • Gli orari di apertura?

Dal lunedì al giovedì 16.30 -0.30

Venerdì e sabato 16.30 – 1.30

Prima domenica del mese 10.30 – 20.30

  • Ha previsto una programmazione anche per la prossima stagione estiva?

Certo, continueremo con i concerti anche d’estate, il locale è climatizzato e si presta a una programmazione annuale, abbiamo in serbo molte sorprese.

  • Lei conduce un programma molto interessante a Radio Popolare Verona; pensa di mandare qualche concerto anche in registrata alla Radio, ovviamente con il consenso degli artisti? Abbiamo attrezzato l’impianto del locale per registrare tutti i concerti, con il consenso degli artisti proporrò al Direttore di Radio Popolare – Cinzia Inguanta- di mandare in onda i live del Cohen.

 

Quindi, mi raccomando, venerdì 7 aprile (2017) dalle 19, un nuovo locale apre a Verona. Via Scarsellini. Non mancate all’inaugurazione e sosteniamo tutti il progetto di Elena Castagnoli. Molti auguri. E in bocca al lupo (che è una grande augurio).

 

SAVOLDELLI – CASARANO – BARDOSCIA “The Great Jazz Gig In The Sky”

SAVOLDELLI – CASARANO – BARDOSCIA “The Great Jazz Gig In The Sky”

SAVOLDELLI – CASARANO – BARDOSCIA “The Great Jazz Gig In The Sky”

MOONJUNE RECORDS, CD 2017

di Alessandro Nobis

“Dark Side of the Moon” è considerato da molti il disco perfetto del pop-rock, e non solo del decennio nel quale fu pubblicato; per la cura estrema nella costruzione dei suoni, per l’incredibile lavoro di progettazione, realizzazione e di produzione e soprattutto per la bellezza ed il fascino delle melodie, questo lavoro dei Pink Floyd resta una gemma per molti versi ineguagliata anche dal punto di vista delle vendite, oltre 50 milioni di copie.

E quando gli spartiti come questi sono così ben costruiti, diventano il terreno fertile per re – inventare quel mitico disco e fargli vivere una nuova vita, parallela a quella del gruppo di Roger Waters. E’ il certosino lavoro, splendidamente riuscito, lo dichiaro subito, che Boris Savoldelli (voce, elettronica), Raffaele Casarano (sassofoni, elettronica) e Marco Bardoscio (contrabbasso , elettronica) hanno pubblicato da qualche mese per la MoonJune Records.

Si tratta di una rilettura, di una reinterpretazione completa della scaletta di quel disco, quasi un suo aggiornamento ponderato fino all’ultimo suono che risente naturalmente degli interessi e dei percorsi personali dei tre musicisti, dal linguaggio del jazz a quello dell’improvvisazione più radicale.

Personalmente “The Great Jazz Gig in the Sky” – mi perdonino i tre musicisti –  lo avrei titolato “The Dark Side of Dark Side of the Moon”, quasi a definire una parte nascosta ed oscura di quella musica, alla cercata e trovata prassi esecutiva rimanendo sempre lontani dalla riproposta calligrafica, rimanendo in biblico tra il rispetto delle scritture di Waters e contemporaneamente procedendo ad un loro arricchimento di suoni elettronici, di improvvisazioni, di spunti jazzistici e di campionamenti con una formazione a tre che lascia fuori strumenti che fecero mitico Dark Side come la chitarra (presente solo in un brano) e le tastiere, le cui mancanze alla fine dell’ascolto non si avvertono minimamente. Appropriati il contrabbasso pizzicato ed il solo di sax in “Breathe” e “Brain Damage”,  straordinari la dilatazione di “Us and Them” con il significativo solo di chitarra dell’ospite di Dewa Budjana ed il costante utilizzo sapiente dell’elettronica che permea tutta la produzione.

Un bellissimo lavoro, lo consiglio soprattutto a tutti coloro che come il sottoscritto hanno macinato sul giradischi svariate copie di quel disco con quella memorabile copertina nera dello studio Hipgnosis e George Hardie uscito nel marzo del 1973, giusto giusto 44 anni fa.

http://www.borisinger.eu

http://www.raffaelecasarano.com

http://www.marcobardoscia.com

http://www.moonjune.com