SUONI RIEMERSI: MAKÁM ENSEMBLE “Közelitések / Approaches”

HUNGAROTON DISCHI SLPX 18146, LP 1988

di Alessandro Nobis

La prima volta degli ungheresi Makam in Italia fu grazie al circuito di Folkitalia, ed arrivarono preceduti dall’impegnativo appellativo di “Oregon dell’Est”. Avevano appena pubblicato questo ottimo album d’esordio – dopo i due precedenti in collaborazione con i Kolinda -, e la loro musica si staccava in modo nettissimo dalle numerose produzioni dell’etichetta di stato Hungaroton, un esempio per tutta l’Europa per l’attenzione, la cura e la dedizione alla produzione di gruppi che studiavano gli archivi e praticavano la ricerca sul campo, riproponendo le varie forme della tradizione musicale ungherese.

I Makam proponevano con questo disco un repertorio di composizioni originali del chitarrista mancino e leader Zoltan Krulik – che ancora dirige l’ensemble – che per farle eseguire aveva riunito attorno a sé musicisti con una grande preparazione tecnica e culturale realizzando un’alchimia di rara qualità per quei tempi, e che risulta ancora attuale e affascinante: strumenti e suoni ora più legati al jazz vicino ad altri appartenenti a culture balcaniche e del sub continente indiano: contrabbasso e chitarra, gadulka e kaval, tabla, tampura e sarangi, nay ed oboe.

E l’accostamento all’idea concettuale degli Oregon di Ralph Towner ci stava tutto, almeno per questo primo album: musica acustica di composizione fortemente influenzata dai suoni etnici per i Makam, musica acustica più influenzata dal jazz e dalla musica cameristica con forti sonorità etniche (le percussioni di Collin Walcott) per il gruppo americano. Punti di partenza diversi, risultato sonoro che andava ad inventare e quindi descrivere un mondo musicale nuovo.MAKAM_03

All’epoca il sestetto budapestino comprendeva oltre a Zoltan Krulik, Laszlo Bencze ak contrabbasso e percussioni, Endre Juhasz all’oboe, Peter Zsalai alle table e marimba, Szabolc Szoke al gadulka e sarangi, Balasz Thurnai al kava e marimba: “Approaches” è stato pubblicato anche in compact disc (con copertina però diversa). I Makam nel tempo hanno prodotto una discografia cospicua e Krulik ha saputo scegliere i musicisti più adatti ad interpretare le sue composizioni ed i suoi arrangiamenti. Il più recente lavoro del 2016 è “Szerelem”, di quasi impossibile reperibilità sul mercato italiano, bisogna avere una certa dose di pazienza – che io non ho avuto – e “smanettare” sulk web alla ricerca dei CD di questo gruppo, dal suono davvero originale, ungherese.

Questo loro album d’esordio è comunque da avere. Qualche filmato anche su YouTube.

La foto ritrae il gruppo nel loro secondo concerto veronese del 1992, in esclusiva italiana, per la rassegna “suoni in libertà” organizzata da Luciano Benini de “Il Posto Produzioni Zero”, nell’aula magna dell’università di Verona.  Bei tempi andati.

www.makam.hu

 

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