SAVOLDELLI – CASARANO – BARDOSCIA “The Great Jazz Gig In The Sky”

MOONJUNE RECORDS, CD 2017

di Alessandro Nobis

“Dark Side of the Moon” è considerato da molti il disco perfetto del pop-rock, e non solo del decennio nel quale fu pubblicato; per la cura estrema nella costruzione dei suoni, per l’incredibile lavoro di progettazione, realizzazione e di produzione e soprattutto per la bellezza ed il fascino delle melodie, questo lavoro dei Pink Floyd resta una gemma per molti versi ineguagliata anche dal punto di vista delle vendite, oltre 50 milioni di copie.

E quando gli spartiti come questi sono così ben costruiti, diventano il terreno fertile per re – inventare quel mitico disco e fargli vivere una nuova vita, parallela a quella del gruppo di Roger Waters. E’ il certosino lavoro, splendidamente riuscito, lo dichiaro subito, che Boris Savoldelli (voce, elettronica), Raffaele Casarano (sassofoni, elettronica) e Marco Bardoscio (contrabbasso , elettronica) hanno pubblicato da qualche mese per la MoonJune Records.

Si tratta di una rilettura, di una reinterpretazione completa della scaletta di quel disco, quasi un suo aggiornamento ponderato fino all’ultimo suono che risente naturalmente degli interessi e dei percorsi personali dei tre musicisti, dal linguaggio del jazz a quello dell’improvvisazione più radicale.

Personalmente “The Great Jazz Gig in the Sky” – mi perdonino i tre musicisti –  lo avrei titolato “The Dark Side of Dark Side of the Moon”, quasi a definire una parte nascosta ed oscura di quella musica, alla cercata e trovata prassi esecutiva rimanendo sempre lontani dalla riproposta calligrafica, rimanendo in biblico tra il rispetto delle scritture di Waters e contemporaneamente procedendo ad un loro arricchimento di suoni elettronici, di improvvisazioni, di spunti jazzistici e di campionamenti con una formazione a tre che lascia fuori strumenti che fecero mitico Dark Side come la chitarra (presente solo in un brano) e le tastiere, le cui mancanze alla fine dell’ascolto non si avvertono minimamente. Appropriati il contrabbasso pizzicato ed il solo di sax in “Breathe” e “Brain Damage”,  straordinari la dilatazione di “Us and Them” con il significativo solo di chitarra dell’ospite di Dewa Budjana ed il costante utilizzo sapiente dell’elettronica che permea tutta la produzione.

Un bellissimo lavoro, lo consiglio soprattutto a tutti coloro che come il sottoscritto hanno macinato sul giradischi svariate copie di quel disco con quella memorabile copertina nera dello studio Hipgnosis e George Hardie uscito nel marzo del 1973, giusto giusto 44 anni fa.

http://www.borisinger.eu

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