ADRIANO CLEMENTE “Havana Blue”

DODICILUNE / FONOSFERE FNF 111 RECORDS, CD 2017

di Alessandro Nobis

Dopo aver dedicato a Charlie Mingus il suo precedente lavoro del quale vi avevo a suo tempo parlato (https://wordpress.com/posts/ildiapasonblog.wordpress.com?s=clemente), il compositore leccese Adriano Clemente rende questa volta omaggio all’isola di Cuba ed alla sua straordinaria ricchezza musica componendo nove brani ed arrangiandoli per la versione cubana dell’Akashmani Ensemble, stavolta formato da Santiago Ceballos (tromba), Heikel Trimiño (trombone), Yuniet Lombida e Victor Guzman (sax alto/baritono), Emir Santa Cruz (sax tenore e clarinetto), Leyanis Valdès (piano), Yandy Martinez (contrabbasso), Augusto Lage, Lennon Ruiz, e Adel Rodriguez (percussioni). clemente cubaUn “modus operandi” che fa onore al jazz italiano e che se da un lato evidenzia ancora una volta la qualità della scrittura, dall’altro rende omaggio al pianista Bebo Valdes (scomparso nel 2013), uno dei più significativi pianisti ed autori cubani; e se Ry Cooder aveva scelto di andare a ripescare musicisti culturalmente obnubilati al di fuori dell’isola realizzando quel capolavoro che è “Buena Vista Social Club”, Adriano Clemente tramite la nipote di Bebo Valdes, Leyanis, pianista e co-leader di un’orchestra con il fratello Jessie è entrato in contatto con i suoi strumentisti ai quali ha cucito addosso – ed il vestito, come si dice, “sta a pennello” – queste sue composizioni. I ventisei minuti della scoppiettante suite in 4 movimenti “Latin Nostalgia” sono esemplificativi del valore culturale del disco, musica cubana di gran qualità e fascino combinata con quella afroamericana; le meravigliose coloriture dalla tavolozza delle percussioni, i significativi assoli di pianoforte di Leyanis Valdès e quelli del trombonista Heikel Trimiño sparsi qua e là sono i alcuni dei momenti che più mi hanno “preso”. Ma tutta l’orchestra ha un impatto sonoro che è una meraviglia di sincronismi davvero, e quando l’ascolti ti fa sperare di vederla in Italia su un prestigioso palcoscenico di qualche Jazz Festival; e ancora complimenti al compositore che è riuscito a far suonare al meglio ad un’orchestra cubana musica composta da un non-cubano. Impresa credo non semplicissima…………..

 

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