SUONI RIEMERSI: LA CIAPA RUSA

SUONI RIEMERSI: LA CIAPA RUSA

SUONI RIEMERSI: LA CIAPA RUSA

“Ten da chent l’archët che la sunada l’è longa””

MADAU DISCHI D-08, LP 1982

di Alessandro Nobis

Faccio fatica a credere che sono passati 35 (trentacinque!) anni dalla pubblicazione di questa straordinaria prova d’esordio da parte de La Ciapa Rusa, gruppo monferrino che a lungo – e in largo – si occupò di ricercare e di rinverdire il repertorio popolare nascosto nelle vallate e nelle contrade del basso Piemonte. Al tempo “La Ciapa” era formata da Maurizio Martinotti (voce, ghironda, cianfornia), Beppe Greppi (organetto diatonico e voce), Lorenzo Boioli (piffero, ocarina, zufoli) e Maurizio Padovan (violino) con le prestigiose presenze anche di Elisabetta Zambruno, Donata Pinti e Alberto Cesa al canto, Ettore Losini e Giorgio Delmastro.

Il progetto parte dalla registrazioni sul campo effettuate soprattutto dagli stessi musicisti in contatto con gli “informatori” ed in seguito con l’elaborazione ed i curatissimi arrangiamenti del repertorio, costituito da canti rituali (“La questua delle uova”), narrativi (Re Gilardin”, “La bevanda sonnifera” e “Gentil Galant”, conosciuta dalle mie parti come “La tentazione”) e da temi per danza: Gighe, Courant, Mazurche, Monferrine.

Un panorama completo della musica popolare dell’Alessandrino suonato con grande brillantezza, raffinatezza e competenza se è vero, come è vero, che il quartetto rimane ancora oggi uno dei punti cardine per quanti sono interessati al recupero ed allo studio della tradizione musicale. Un lavoro d’esordio di grande qualità e bellezza perfettamente in linea con quanto accadeva al tempo oltralpe e oltremanica in ambito folk dove La Ciapa Rusa era molto considerata ed apprezzata; “Ten da Chent” contribuì inoltre a far alzare le antenne delle curiosità ai folkettari italiani alle prese con un autentica ubriacatura dell’allora chiamato folk angloscotoirlandese, e per questo ringrazio caldamente ancora Beppe Greppi, Maurizio Martinotti & C.

Il disco è accompagnato da un libretto che minuziosamente riporta testi, notizie su tutti i brani suonati, insomma un fondamentale compendio all’ellepì che si aggiudicò il Premio della critica discografica nel settore folk. Meritatissimo.

 

 

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