GEORGES RAMAIOLI: “L’Ultimo dei Mohicani”

Edizioni Segni D’Autore, 2016. Pagg. 79, € 21,00

di Alessandro Nobis

Pubblicato nel 1826 e scritto da James Fenimore Cooper, “L’Ultimo dei Mohicani” – secondo volume del ciclo “Leatherstockings Tales” – narra le vicende di Nathaniel Bumppo a.k.a. “Long Carabine” e dei due Mohicani sopravvissuti della tribù (Uncas e Chingadhgook).

img_1896-1Considerato erroneamente da molti ed anche lungamente un classico della letteratura per ragazzi e rimasto nei cataloghi delle case editrici specializzate per tutti gli Cinquanta, Sessanta e Settanta, il volume dal punto di vista storico è contestualizzato durante quello che viene considerato come il fronte nordamericano della Guerra dei Sette Anni tra britannici e francesi, in questo caso per il predominio di quello che oggi è il Nord Est degli Stati Uniti. In particolare le vicende del volume ruotano attorno all’assedio francese al Forte William Henry, nello Stato di New York, tra il 3 ed il 9 agosto del 1757, assedio che si concluse con l’abbandono della fanteria britannica e con il pesantissimo attacco francese in collaborazione con i nativi alleati (Huron), alla colonna che avrebbe dovuto percorrere invece indisturbata la strada verso Albany.

“Segni D’Autore” ha pubblicato alla fine del 2016 questo bel volume riunendo intelligentemente i due pubblicati in Francia dalla Soleil nel ’97 e nel ’98; e, vista la bravura dell’illustratore nizzardo Georges Ramaioli che in questa serie dà una personale rilettura dei già avvincenti romanzi di Fenimore Cooper, credo di poter dire che tra le decine e decine di riduzioni delle avventure di Long Carabine – in volume e cinematografiche – questa è senz’altro da annoverare tra le migliori in circolazione, vuoi per l’efficacia dei dialoghi che per il bel tratto grafico frutto della grande tradizione fumettistica d’oltralpe , per la colorazione delle tavole e – cosa che avevo notato anche nel volume precedente “Il cacciatore di daini” – per la particolare cura etnografica con la quale l’autore ha riprodotto pitture facciali, addobbi di guerra, armi bianche e fucili, vestiti ed ambientazioni rispettando pienamente quelli originali, sia dei nativi che delle truppe coloniali (e questo si nota soprattutto nelle tavole a piena pagina dove il formato è necessariamente più ampio).

Il volume precedente, come detto è il “Cacciatore di Daini” e in questo 017 verrà pubblicato “Il Lago Ontario”. La miglior traduzione del romanzo è quella della versione integrale curata da Fernanda Pivano (Einaudi)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...