LA PICCIONAIA: ON THE ROAD TO BANGOR – Pieve di San Floriano (Vr) 5 febbraio 2017

di Alessandro Nobis

Nella bellissima Pieve di San Floriano nella Valpolicella veronese si è tenuto il concerto “On the Road to Bangor”, un ambizioso quanto originale progetto di Emanuele Zanfretta – cornamusista, flautista e compositore – il cui obiettivo era quello di musicare inni medioevali sacri contenuti nell'”Antifonario di Bangor” manoscritto composto nel monastero irlandese di Bangor edificato nel 588 ed oggi nella Contea Nordirlandese di Down. L’Antifonario venne portato in Italia nel VII secolo da monaci che avevano avuto l’arduo compito di ri-cristianizzare l’Italia ed il manoscritto, conservato oggi presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana a Milano, contiene testi in lingua latina  privi anche di una qualsiasi notazione musicale dedicati agli abati di Bangor come Camelacio, Patrizio o Concilio.

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Prima dell’invenzione della notazione scritta, la musica ha ugualmente attraversato il tempo con l’oralità (a dirla tutta questo sistema di trasmissione è arrivato fin ai nostri giorni, per fortuna): musicisti che nei secoli hanno perpetuato repertori sacri e profani ripetendo “lezioni” ascoltate da altri suonatori, altri che li hanno fatti propri modificandoli in parte, altri come Emanuele Zanfretta hanno invece scelto di affiancare a testi millenari musiche nuove scritte comunque nel rispetto delle sonorità e degli idiomi.

Il progetto che si chiama appunto “Nuove musiche per inni millenari” è risultato molto efficace, offrendo una visione nuova sul polimorfico mondo della musica antica e, aggiungo, popolare, visto che le composizioni di Zanfretta – soprattutto le parti strumentali come “Viella’s Tune”, “Pipe’s tune” o “Pipe’s Scottish” – guardano sì al mondo medioevale ma anche alle atmosfere della tradizione irlandese, di qualche secolo posteriore al medioevo.

Un’operazione molto intelligente e colta quella del quintetto, con una scelta degli strumenti e della loro timbrica minuziosa e naturalmente riuscita in pieno grazie anche al livello dei musicisti coinvolti che hanno avuto una parte fondamentale nella realizzazione del progetto che presto si concretizzerà con la pubblicazione di un CD. Del “Bangor’s Project” fanno parte Elisabetta De Mircovich al canto ed alla viella, Alessandro Parise alla viella ed ai tamburi a cornice, Matteo Zenatti all’arpa medioevale e voce ed infine da Elena Bertuzzi, al canto ed alle percussioni: difficile segnalare i brani più intriganti, tutto il concerto ha catturato l’attenzione del pubblico nei momenti d’insieme, polifonici e strumentali grazie anche alla scelta indovinatissima dell’ambientazione (se non vi siete mai fermati alla Pieve fatelo alla prima occasione, ed entrate per una visita).

In definitiva ciò che più mi ha veramente impressionato è stato il suono d’insieme di un ensemble che propone un repertorio non certo facile con un approccio che non potrà non soddisfare anche il pubblico che conosce poco o per nulla il patrimonio che il Medioevo e il Rinascimento ci ha lasciato in eredità. E il piacere di suonarlo che ho letto negli sguardi dei musicisti mi fa pensare che questo progetto possa avere lunga vita……….

 

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