TERRENI KAPPA  “Ripples in the Lagoon”

ZEDER RECORDS CD, 2016.

di Alessandro Nobis

Quando ascolto musica della qualità di questo lavoro così ben scritta, suonata ed arrangiata faccio sempre una riflessione, mi domando perché questi progetti – come anche quelli di WiseOne o di Soundful 5et per citarne due – fatichino così tanto per incrociare l’interesse di “direttori artistici” dei più importanti jazz festival o non finiscano nel roster delle agenzie europee più vivaci ed attive. Mi riferisco in questa occasione al convincente disco d’esordio  di Terreni Kappa, ovvero Luca Pighi alla batteria, Roberto Zantedeschi alla tromba e fluegelhorn e Luca Crispino al contrabbasso che ho avuto la fortuna di ascoltare in anteprima.

copertina-ripples-in-the-lagoonRegistrato un paio di mesi fa, “Ripples in the Lagoon” attira subito l’attenzione per l’insolita formazione, davvero atipica per il jazz, ma poi si fa piacevolissimamente apprezzare per l’eleganza della scrittura e la ricerca del suono “perfetto”, raggiungibile solo se la preparazione dei singoli e la sinergia nel suonare insieme si manifesta ai più alti livelli. Una sinergia che consente agli autori dei sei brani (Crispino e Zantedeschi) di liberare tutta la loro creatività affiancando, anzi meglio facendo incontrare la musica afroamericana più legata alle atmosfere mainstream a quella del jazz nordico, ai ritmi latini ed a certa filmografia “noir” (ascoltando “Run About” mi passano davanti i fotogrammi di “Ascensore per il patibolo”), con un uso discreto e puntuale dell’elettronica (“Ripples in the Lagoon”).

Mi auguro caldamente che questo esordio di Zantedeschi, Pighi e Crispino venga adeguatamente promosso e diffuso come merita senz’altro, avendo tutte le carte in regola per farsi apprezzare dagli amanti della buona musica in senso lato e, ribadisco, da chi gestisce le programmazioni dei festival e teatri.

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