MORENN  “Morenn”

VOCATION RECORDS CD, 2016.

di Alessandro Nobis

Dopo tanti anni passati ad ascoltare musica, una cosa – una delle tante invero – ancora mi rimane misteriosa, ovvero il motivo per cui alcuni pipers bretoni si dedicano con così tanta attenzione e dedizione al repertorio “Pibroch”, lunghe composizioni caratterizzate da melodie fisse e numerose variazioni per cornamuse delle Highlands scozzesi, il cui primo esecutore pare sia tale Donald Mor MacCrimmon vissuto tra il 1570 ed il 1640.

Conoscevo già bene l’arte di Patrick Molard, ed al William Kennedy Piper Festival ho avuto la fortuna di assistere ad un concerto del trio di Xavier Boderiou, anche se in quell’occasione novembrina il repertorio era lontano dalla musica pitbroch, protagonista invece di questo bel lavoro d’esordio.

Ma mentre Molard fa riferimento al pibroch più ortodosso eseguito solamente dalle “Highland Bagpipes” (e vi assicuro che vederlo suonare tra le merlature del torrione del castello di Malcesine che domina il Lago di Garda, molto tempo fa, fu davvero emozionante), Xavier Boderiou la esegue in trio con il flautista Sylvain Barou (perfettamente a suo agio anche la musica irlandese come testimonia “Triad” del 2013 con Donal Lunny e Padraig Lynne) ed il chitarrista Jacques Pellen (lo ricordo protagonista del magnifico gruppo “Triptique” del 1993), due musicisti che con gran gusto ed intelligenza abbinano i loro strumenti all’elettronica che aggiunge un tocco di ulteriore fascino e bellezza a questa musica. Naturalmente con questo genere musicale bisogna stare nei binari della tradizione e quindi gli spazi di libertà e di creatività sono in qualche modo limitati, ma vi assicuro che il set visto al WKPF ad Armagh mi ha impressionato per la capacità dei tre di plasmare i rigidi canoni del celtismo producendo una musica di difficile definizione, del tutto simile nella sua ideazione a quella che l’anno precedente avevano suonato i fratelli Boclè con il loro “Celtic Project”.

Gran bel disco, e la suite in due parti “In Praise of Morag” è la composizione che più mi ha saputo emozionare.

www.boderiou.com

 

 

 

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