LA PICCIONAIA: WKPF, 17 – 20 novembre 2016. Parte 2.

LA PICCIONAIA: WKPF, 17 – 20 novembre 2016. Parte 2.

LA PICCIONAIA: WKPF, 17 – 20 novembre 2016. ARMAGH, Co. Armagh

PARTE 2

Dopo l’inaugurazione ufficiale al “Primate’s Palace”, austero palazzo vittoriano che da una collina domina il centro di Armagh, il Festival ha avuto il battesimo con quello che molti consideravano come l’appuntamento più ghiotto di questa edizione del wkpf, ovvero il doppio concerto nella Cattedrale di San Patrick, nell’occasione completamente gremita di pubblico.

img_1654Primo a salire sul palco sistemato davanti all’altare maggiore è stato il quintetto bulgaro di Theodosii Spassov che ha sciorinato in un’ora praticamente tutto il repertorio di musiche per danza provenienti dalle varie aree della Bulgaria; un set che ha dimostrato ancora una volta come sia altissimo il livello tecnico dei componenti, cresciuti alla scuola di Philip Koutev. Un livello così alto e perfetto nel rispetto dei ritmi e nel sincronismo, nei dialoghi, nei soli e nel suono d’insieme da lasciare in qualche momento più spazio all’ineccepibile tecnica di esecuzione che alla comunicazione, così importante nella musica popolare di ogni parte del mondo. Ma del resto questa è la cifra stilistica del gruppo guidato dal suonatore di kaval Thodosii Spassov che si evidenzia anche dall’ascolto delle loro incisioni. Comunque bravissimi.

Tutti eravamo lì per il “dream team” creato per quest’unica e quindi imperdibile occasione: Liam Og O’Flynn alle uillean pipes, Paddy Glackin al violino, Neil Martin al violoncello e Michael O’Sùillebhàin al pianoforte, ad Armagh con un progetto che si proponeva di arrangiare alcune delle melodie contenute nelle grandi raccolte che dal 17° secolo hanno fornito materiale preziosissimo alla moltitudine di musicisti tradizionali irlandesi, e non solo. Arrangiamenti convincenti che hanno saputo valorizzare e riportare ai giorni nostri questi repertori (come quello pubblicato da O’Neill nel 1909); il suo degli archi abbinato al pianoforte ed alla cornamusa di O’Flynn è stato molto apprezzato, e quando l’ex piper dei Planxty ha eseguito un set di danze in solitudine è stato ben chiaro quale sia stato il suo ruolo nella storia di questo strumento nel ventesimo secolo.

Alla fine tutti al Red’s Ned per infuocate session innaffiate da fiumi di Guinness con il trio di Andy May. E vi assicuro che questo “dopo concerto” è stato solamente l’aperitivo di quanto ci sarebbe stato riservato nella giornata di venerdì.

(continua)

 

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