SUONI RIEMERSI: PEKKA POHJOLA “Mathematician’s Air Display”

VIRGIN RECORDS, 1977. CD.

di alessandro nobis

Pubblicato nel 1977 dall’allora lungimirante Virgin Records di Richard Branson, “Mathematician’s Air Display” (titolo originale “Keesoje Lehto”) è il terzo album del violinista e pianista di Helsinki, poi ripubblicato svariate volte con diversi titoli e talvolta accreditato al solo Mike Oldfield (Olanda, 1981) che oltre a suonarvi in alcuni brani ebbe la funzione di co-produttore.

Erano quelli gli anni che registravano l’inizio della parabola discendente del prog inglese ed anche quelli nei quali gli appassionati ed anche le etichette discografiche cercavano fuori dal Regno Unito musicisti e gruppi talentuosi da produrre e promuovere; fu così che Branson trovò in Finlandia Pekka Pohjola, ottimo musicista con una solida preparazione classica e con alle spalle una discreta discografia (due album solisti ed altrettanti con la band Wigwam).

pekkaQuesto è probabilmente il lavoro più significativo di Pohjola e se non altro quello che gli diede una certa notorietà in Europa visto che fu pubblicato in molti Paesi; siamo sempre nell’ambito di un progressive orientato verso certo jazz di stampo britannico, e la suite divisa in tre parti “Consequences of head Bending” è la composizione di più ampio respiro nella quale – oltre alla batteria del “Gong” Pierre Morlen – è evidentissimo il contributo della chitarra di Oldfield e la sua influenza  – direi piuttosto la mano pesante – in fase di arrangiamento e produzione.

“Mathematician’s Air Display” resta ancora un album che ascolto molto volentieri ed è la dimostrazione che in quella metà dei Settanta in ambito prog “c’era qualcosa di molto interessante anche al di fuori della terra d’Albione”.

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